#InsideMotoGP: Spagna 2019

#InsideMotoGP: Spagna 2019

Cercavo delle risposte nel GP spagnolo, le ho trovate.

Partiamo dal più forte in assoluto, Marquez. Ha vinto con una facilità disarmante, ma come sostengo da qualche mese a questa parte il Mondiale di quest’anno sarà meno scontato di quanto possa sembrare.

A chi dice (Valentino Rossi compreso) che se Marquez non fosse caduto ad Austin sarebbe quasi in fuga dopo solo 4 gare, rispondo dicendo che appunto per questo la mia tesi prende forza. Marquez in america ha rimediato uno zero quando i 25 punti dovevano essere solo una formalità e dopo quattro gare Rins ha un solo punto in meno di lui, Dovizioso ne han ben 21 in più rispetto ad un anno fa ed è staccato di sole tre lunghezze, così come Rossi che può vantare 21 punti in più rispetto al 2018 ed è a -9 dalla vetta.

Ditemi nelle ultime stagioni quando ci siamo ritrovati davanti ad una situazione del genere? Quattro piloti, di quattro marche diverse, racchiusi in 9 punti.

Marquez rimane il favorito, ma la cosa certa è che quest’anno non può più permettersi errori. Gli avversari, seppur ancora un pochino indietro, sono molto più vicini rispetto alle ultime stagioni.

Prima di continuare è doveroso sottolineare la prestazione di Quartararo in prova e in gara, così come quella di Franco Morbidelli. Il francese ha ottenuto una pole position stratosferica battendo il record di Marquez che fino a sabato era il pilota più giovane ad aver ottenuto una pole. Peccato per il guasto tecnico, perché il podio per il pilota francese non sembrava così lontano. Bravo Morbidelli che per poco non fa la pole position e in gara si arrende solo ad un calo della gomma che lo ha costretto a perdere posizioni. Gran bell’inizio per il neonato team Petronas.

RINS

Ormai non è più una sorpresa: Alex Rins è da includere nei favoriti per le vittorie ed i podi nei GP, la promessa sembra essere stata mantenuta. Se continua così ne vedremo delle belle. Alex ha un arma in più, la costanza: non è mai “super” in prova, ma in gara viene sempre fuori e fino ad ora alla domenica non ha mai commesso sbavature. Detto ciò leggete questo articolo.

DOVIZIOSO

Dovizioso secondo me ha fatto una gran cosa in queste prime 4 gare: non ha commesso errori e in due piste in cui doveva difendersi l’ha fatto molto bene. Ora arriva il bello perché Le Mans, Mugello e Barcellona sono piste in cui Dovi può riprendersi la leadership e cercare un piccolo allungo in classifica generale. L’arma in più di Andrea è sicuramente la sua intelligenza, il pensare che a volte è meglio giocare in difesa per portare a casa i punti e magari il titolo.

YAMAHA?

Non sono ai livelli di Honda, Ducati e Suzuki ma sono appena dietro, secondo me un po’ di gap è stato colmato anche se non è ancora sufficiente. A Jerez i due piloti ufficiali sono andati meglio delle ultime due stagioni, ma questo “meglio” è relativo perchè stiamo parlando di due gare disastrose. Il podio di Viñales da continuità a dei risultati comunque positivi in queste prime gare che fanno sperare in una stagione perlomeno vicino ai primi.

LORENZO: IL GRANDE ESCLUSO.

Non si può evitare di parlare di quanto fatto vedere fino a qui da Lorenzo, 5 volte campione del mondo, che in 4 GP ha raccolto 11 punti, pochi, anzi pochissimi per uno come lui. La nuova moto è una scusante ma fino ad un certo punto, rimane comunque il mezzo che ha vinto gli ultimi 3 Mondiali, non proprio un cancello. Il rendimento di Jorge in questo inizio di stagione è al di sotto anche alle peggiori aspettative. Qual è il problema?

Sinceramente speravo in un GP più combattuto, ma penso anche che i prossimi lo saranno sicuramente. A Jerez Marquez era favorito, cosa non così scontata nei prossimi quattro GP prima di arrivare al Sachsenring, altro circuito di casa Marquez.