Il pilota del momento: Alex Rins

Il pilota del momento: Alex Rins

Per Alex Rins gli ultimi giorni devono essere stati i più belli della sua vita. Ha vinto al Circuit of the Americas la sua prima gara in MotoGP, spodestando Re Marquez dal trono americano, il tutto battendo in duello Valentino Rossi, non certo l’ultimo arrivato quando si parla di bagarre. Come se non bastasse, si ritrova terzo nel mondiale a soli 5 punti dalla vetta. Un resoconto niente male per il 23enne, che sono sicuro non veda l’ora di approdare in Spagna per il quarto appuntamento del motomondiale.

Sempre a un passo dalla vittoria

La carriera di Rins inizia come quella di un pilota molto promettente: nella sua stagione da rookie in Moto3 sigla la sua prima pole alla seconda gara, alla quarta il primo podio e a fine anno arriva quinto in classifica. Il 2013 è già l’anno della definitiva esplosione: vince la sua prima gara proprio al CotA, inanellando un podio dietro l’altro e perdendo il mondiale soltanto all’ultima gara contro uno stoico Maverick Viñales. Al contrario del connazionale, nel 2014 non fa il salto di categoria e rimane in Moto3, dovendo però fare i conti con Alex Marquez e Jack Miller, che gli impediscono ancora una volta di mettere le mani sul titolo, nonostante una stagione molto consistente (8 podi, 2 vittorie e praticamente tutte le gare in top 5).

Nel 2015 si presenta finalmente in Moto2 e lo fa andando a podio già alla seconda gara, ancora una volta sulla pista di Austin. Per lui questa si rivela essere una buona annata, ma deve di nuovo accontentarsi della seconda piazza finale, dal momento che Zarco si rende protagonista con una stagione da dominatore. L’anno successivo le cose rimangono sostanzialmente le stesse, ma con l’aggiunta di Luthi per la lotta al titolo, Alex si vede scalzato dal secondo gradino del podio finale. Da segnalare la vittoria in Texas, che si conferma essere una delle sue piste preferite.

Rins vince ad Austin, 2016

L’approdo in MotoGP

Nel 2017 viene ingaggiato da Suzuki per sostituire Aleix Espargaro, ritrovandosi in squadra con Andrea Iannone, anche lui neo acquisto della casa giapponese. Questa volta le cose per Rins si fanno difficili da subito: si infortuna durante un allenamento di motocross e salta la bellezza di cinque gare, compromettendo irrimediabilmente il suo mondiale. Al rientro continua a faticare con la Suzuki, che sembra mostrare il suo potenziale soltanto durante le ultime gare della stagione. In effetti i risultati iniziano ad arrivare a inizio 2018, con il primo podio nella classe regina in Argentina, ma i troppi ritiri lo tengono comunque lontano dalle posizioni che contano. Ottima la gara ad Assen, ma sembra solo una mosca bianca.

Poi però, dal Gran Premio di San Marino, scatta qualcosa nella testa di Rins, che cambia drasticamente marcia andando a chiudere la sua stagione al quinto posto, grazie a una striscia di risultati degna di un top rider (4°, 4°, 6°, 3°, 5°, 2°, 2°). Il ragazzo è in fermento, vuole a tutti i costi la sua prima vittoria. E come sappiamo, non ha dovuto aspettare molto, visto che per l’ennessima volta il Circuit of the Americas si rivela essere la pista del destino: Marquez, sotto lo sguardo incredulo di tutti, cade, e a Rins non interessa se fra lui e la bandiera a scacchi c’è Valentino Rossi. Il #42 studia l’italiano, lo infila e non si guarda più indietro. Per lui sono tre vittorie in tre diverse categorie sul tracciato americano, primo a riuscire in quest’impresa.

Rins sul podio di Assen, 2018

Il limite è il cielo?

E adesso? Come ho detto, Rins dista 5 punti da Dovizioso primo in classifica e quest’anno il pacchetto che forma con Suzuki sembra essere più competitivo che mai. Rimane il fatto che gente come Andrea e Marc ha più esperienza di lui e bisogna vedere se nel lungo periodo la casa di Hamamatsu riuscirà a tenere il passo con gli sviluppi di Ducati e Honda. In tutto questo dovrà anche fare i conti con le due Yamaha e Crutchlow, senza ovviamente dimenticarsi di Petrucci.

Abbiamo una certezza: lo spagnolo adesso è più in forma che mai, sa di avere per le mani qualcosa d’importante e affronterà la gara di Jerez al meglio delle sue possibilità, davanti al suo pubblico e ai suoi tifosi. Le prossime gare ci daranno la risposta che cerchiamo, ma da quest’anno è ufficiale: il motomondiale ha trovato un nuovo protagonista.