#InsideMotoGP: Stati Uniti 2019

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Non so come mai, ma in qualche modo avevo pronosticato la debacle di Marquez. Sentivo che il dominio sul tracciato Texano era giunto al termine: nelle prove è sempre stato il migliore, ma vedevo gli avversari più vicini che mai e quando è così Marc non è uno che si accontenta, lui deve spingere ancora di più. Ieri l’errore del Campione del Mondo a mio avviso è stato clamoroso. Era primo con un margine che gli avrebbe consentito di rallentare e controllare. Quando cadi e sei primo con margine, c’è qualcosa che non va e domenica abbiamo capito che Marquez non è imbattibile.

Ma veniamo al vincitore, a sorpresa ma non troppo: Alex Rins, che ha disputato un GP da TOP rider assoluto. Suzuki ormai è da considerarsi un outsider di Honda e Ducati e Alex un pilota che può vincere delle gare e perché no, puntare al titolo. Mi è piaciuto molto il suo recupero su Valentino che non ha potuto fare nulla per contrastarlo, visto che a tratti sembrava averne sempre di più.

Chi non ha sognato la vittoria di Rossi subito dopo la caduta di Marquez?

Per poco non è arrivata, manca da tanto è vero, ma Rossi è eterno, è sempre lì davanti. Ha condotto una gara quasi perfetta che comunque a 40 anni lo proietta secondo nel Mondiale a 3 punti da Dovizioso. 51 punti dopo tre gare non sono affatto male viste le condizioni di Yamaha. Il centauro di Tavullia nelle ultime stagioni ha fatto meglio solo nel 2015 (66 punti dopo 3 gare) e nel 2017 (56 punti dopo 3 gare). L’scorso dopo il GP Texano aveva solo 29 punti.

La prova di competitività arriverà a Jerez, nel prossimo GP, dove potremo capire la dimensione del campionato che potranno fare i piloti Yamaha.

Secondo me, in tutto quello che è successo domenica, il vero vincitore è Andrea Dovizioso. In fin dei conti, la sua domenica in Texas non poteva andare meglio di quanto non abbia fatto. Ad Austin sapeva di doversi difendere ed è tornato a casa con 13 punti guadagnati su Marquez. Alla vigilia poteva sembrare fantascienza, considerando che in questa pista l’obbiettivo era perdere meno punti possibili dallo spagnolo.

Ottima la prestazione di Miller che torna sul podio dopo quasi 3 anni e si toglie anche la soddisfazione di essere la prima Ducati al traguardo. Sufficiente, ma ancora sotto le aspettative, quella di Petrucci. Difficile esporsi su Viñales che subisce un Ride Through con Mir per aver anticipato la partenza: il pilota spagnolo si sta dimostrando veloce nei turni di prova, ma in gara non sembra essere tranquillo. Per lui 14 punti in 3 gare (complice anche uno zero) sono troppo pochi, anche considerando il punto interrogativo sulla competitività della Yamaha.

Sollevo un dubbio sul reale potenziale della Honda, 3 moto ufficiali K.O. nella stessa gara, in una pista favorevole tra l’altro, non sono un segnale positivo e dimostrano che anche il colosso giapponese può sbagliare.

JEREZ: GIUDICE DELLA STAGIONE

Il tracciato spagnolo sarà il giudice della partita, sarà lui infatti a consegnarci qualche segnale per poter iniziare ad interpretare la stagione.

La Yamaha può essere della partita?

Rins può stare sempre con i primi e puntare al titolo?

Sarà un altra sfida Dovizioso-Marquez?

Questi sono tre dei quesiti a cui il prossimo GP potrebbe darci una risposta.