Jump Start a Crutchlow: In MotoGP le regole valgono per tutti?

Jump Start a Crutchlow: In MotoGP le regole valgono per tutti?

La penalità inflitta a Crutchlow nell’ultimo round della MotoGP in Argentina ha destato qualche polemica per la “troppa severità” applicata alla sua presunta – poi confermata – partenza anticipata. Analizzando con minuzia di dettagli le immagini e i fermo immagine, si nota che il pilota britannico accenna un movimento in avanti, che è stato quantificato dal suo team in uno spostamento di 4-5 cm, ad una velocità di 0,01 km/h. Nulla di cosi tanto “vantaggioso”.

In verità quello che voglio sottolineare non è tanto il ride through inflitto a Crutchlow, ma se effettivamente il trattamento, in questi casi, è uguale per tutti. È vero, il movimento di Cal non è stato vantaggioso e forse una penalità così in un caso come questo è troppo, ma è pur sempre un’infrazione, quindi ci può stare essere penalizzati. Non ci sta il fatto che a Marquez, proprio un anno fa in questo GP, è stato concesso di fare qualsiasi cosa.

Perché?

Nel 2018 la moto di Marc si spense in fase di partenza, da regolamento il pilota non poteva rimettersi in griglia per partire, ma lo avrebbe dovuto fare dai box. In quel caso la direzione gara permise al Campione del Mondo di effettuare una manovra di riaccensione della moto e riallineamento in griglia. Ovvio che  le dichiarazioni di Crutchlow sul fatto che con Marquez si usano dei pesi di valutazione differenti diventino più che semplici sfoghi di rabbia a caldo ma degli spunti su cui riflettere.

Su questo tema scrissi un pezzo a riguardo: Leggilo qui

Un anno dopo, sempre in Argentina, ci sono ancora discussioni sulla poca trasparenza della direzione gara.

Sono io il primo a ripetere da molto tempo che la direzione del Motomondiale sembra molto distratta e “senza polso”. Il regolamento deve essere applicato indipendentemente dallo status del pilota coinvolto, anzi i top riders a maggior ragione dovrebbero essere sanzionati come gli altri, così la commissione che decide queste cose acquisirebbe più autorità e rispetto. La mia sensazione è che a piloti di primo piano venga sempre concessa qualche manovra di troppo, Marquez su tutti.

Situazioni come anche quella di Silverstone 2018, dove la gara fu annullata per impraticabilità del circuito che non drenò a sufficienza, ci consegnano un Motomondiale dove sembra veramente mancare un’autorità forte. Il regolamento viene applicato “ad interpretazione” e negli ultimi anni ci sono state varie situazioni spiacevoli, vedi ad esempio i famosi “punti della patente” che spesso sono stati oggetto di polemiche.

Altro caso recente che mi fa dubitare dell’autorità di chi “comanda” è l’episodio riguardante il “cucchiaio” Ducati, approvato dalla direzione ma poi contestato e portato in un tribunale sportivo. Che senso ha? C’è o non c’è un organo che delibera un pacchetto aerodinamico?

Forse prese singolarmente queste situazioni possono sembrare dei casi isolati, ma messe tutte insieme restituiscono una sensazione di dilettantismo che fa sfigurare il sistema del Motomondiale, facendolo apparire una sagra di paese invece che un campionato con organizzazione di livello TOP assoluto.