#InsideMotoGP: Argentina 2019

#InsideMotoGP: Argentina 2019

Il GP d’Argentina è stato più scontato di quanto previsto, ma dal mio punto di vista ci ha anche detto che il campionato sarà tra i meno scontati degli ultimi anni.
Perchè dico questo?

MARQUEZ DOMINATORE

Marc Marquez ha dominato la gara, alla prima curva si era già preso un secondo di vantaggio su tutti. La cosa non mi sorprende per niente, il pilota spagnolo è SEMPRE stato il più veloce in Argentina, è solo incappato in gare pazze, vedi ad esempio quella dell’anno scorso, che ovviamente ne hanno compromesso i risultati. In un altra dimensione probabilmente staremmo parlando di un Marquez con 6 vittorie su 6 in questo tracciato. Questo è uno dei motivi per cui non farei ancora valutazioni certe dopo due gare.

DOVIZIOSO MEGLIO DI QUANTO SI POSSA CREDERE

Sì è vero, forse era meglio portare a casa 20 punti con il secondo posto, ma per il Dovi questo non è sicuramente un passo falso. L’Argentina è una pista dove la Rossa non è mai riuscita a vincere, addirittura l’anno scorso Dovizioso arrivò sesto a più di venti secondi dal vincitore. Il risultato è più che positivo: per vincere il titolo Dovizioso dovrà totalizzare il maggior numero di punti possibili in tutte le piste, anche quelle dove sa di non essere il favorito, come la prossima ad esempio, Austin casa di Marquez.

VALENTINO ROSSI E LA PATTUGLIA DI OUTSIDER

La Yamaha ha ritrovato la competitività? NO, ha ritrovato sul podio Valentino Rossi che, come al solito, è il riferimento della casa giapponese. Come ogni anno da ormai dieci anni gli danno del finito e come al solito ci mette sempre poco a far ricredere tutti un’altra volta. Aspettiamo l’Europa che saprà dirci quale potrà essere la dimensione del campionato di Valentino. Con un pacchetto in miglioramento, se dovesse trovare la quadra, per il titolo ci sarebbe anche lui.

Per quanto riguarda il suo compagno di box sono ancora convinto che il vero anti-Marquez sia lui, il problema è che per ora continua ad esserlo “potenzialmente”. Nella crisi Yamaha, Maverick sembra quello più in confusione di tutti. Per lui tra sabato e domenica è come parlare del giorno e della notte, c’è una differenza prestazionale troppo marcata che ne fa un pilota top al sabato ed un pilota “normale” alla domenica, non certo quello che ci si aspetta da lui.

Il caso della domenica è stato sicuramente il “jump start”, ovvero la partenza anticipata data a Crutchlow, che ha quindi dovuto scontare un Ride Through. Giusto, ma a mio avviso non in linea con le punizioni date negli ultimi anni, ma di questo parlerò sicuramente nella mia rubrica A Ruota Libera. Il pilota britannico era titolare di un passo gara sicuramente da podio (ha fatto il secondo giro veloce in gara), quindi è stato un peccato non vederlo lottare con i migliori.
MI è piaciuta molto la prestazione di Morbidelli, che ha dimostrato di avere la stoffa per stare con i migliori: dispiace per l’incidente all’ultimo giro, ma fa parte anche quello del percorso di crescita per diventare uno dei migliori. Per quanto riguarda Petrucci, la sua è una prestazione discreta, non esaltante ma comunque promettente: arriverà presto a lottare per il podio.

Rins è stato protagonista di una pessima qualifica che sicuramente ne ha compromesso anche il risultato in gara, perché alla fine dei conti è partito sedicesimo ed è arrivato a poco più di due secondi da Valentino Rossi, questo ad indicare che partendo più avanti sicuramente sarebbe stato un altro pilota in lotta per il podio.

Il GP d’Argentina secondo me ci ha dato dei segnali per il proseguio del campionato.
Perchè sostengo che sarà più equilibrato degli ultimi anni?
Perchè il livello è più alto e più livellato, Termas de Rio Hondo è una pista dove Marquez ha sempre fatto la differenza, ma arriveranno piste dove il fenomeno spagnolo dovrà difendersi da più di un avversario. Dovizioso, Rins, Crutchlow, Rossi, Vinales, Petrucci, Lorenzo e perchè no anche Miller sono tutti nomi che potenzialmente possono vincere gare. Tranne Yamaha i pacchetti tecnici di Ducati e Suzuki convincono e questo mette sicuramente la Honda in difficoltà. Non bisogna fare l’errore di consegnare a Marquez il campionato dopo appena due gare.