#AleVSDiego: 7 domande prima del mondiale!

#AleVSDiego: 7 domande prima del mondiale!

1 – Cosa ci si può realisticamente aspettare da KTM?

Alessandro: Realisticamente? Nella prima parte di stagione sicuramente NULLA, quanto visto nei test basta per capire che Ktm non è ancora ad un livello sufficiente per lottare nei primi 10. Zarco, preso per portare la casa austriaca sul podio, per ora è fuori dai radar. Dico metà stagione perché la speranza è quella che con Pedrosa collaudatore durante la stagione possa arrivare del materiale che permetta ai piloti di poter fare quello step in avanti tanto sperato.

Diego: KTM ha investito molto nel progetto MotoGP, ma al momento i risultati sono lontani da quelli che ci si aspettava dalla casa austriaca. I test sono stati l’ennesima delusione, con tutti i piloti costretti a rincorrere gli altri. L’aggiunta di Zarco al proprio roster è sicuramente stata una buona mossa, sperando che il rampante francese possa riuscire a dare il suo contributo grazie al suo talento. Gli occhi saranno puntati su di lui, ma non è da mettere in secondo piano Espargaro, che ha due anni di esperienza ed è stato l’unico finora a portare KTM in posizioni decenti. Secondo me ci vorranno diverse gare per vedere i primi risultati, ma complessivamente questa potrebbe essere la stagione della svolta con magari qualche podio.

2 – Yamaha sarà della partita con Honda e Ducati?

A: Non lo so, sicuramente ora non è ancora al livello di Honda e Ducati: ci sono stati dei cambiamenti importanti nell’assetto del personale e dell’approccio generale di Yamaha verso la MotoGP, ma in così poco tempo non si può colmare tutto il gap. Serve più tempo.

D: Il divario tecnico e tempistico che Honda e Ducati hanno nei confronti di Yamaha è evidente, ma quest’anno sembrano esserci stati dei cambiamenti in positivo dalle parti di Iwata. Con Maverick in rampa di lancio (un classico dei test ormai) e Valentino sull’attenti ma fiducioso, Yamaha può puntare a qualcosa di importante (l’anno scorso hanno fatto 3° e 4° posto, è vero, ma è stato un campionato molto particolare). Diciamo che il suo svantaggio è dipendere dai risultati delle altre due case, perché ora come ora, al top della forma, Yamaha è ancora un pelino indietro. Piloti come Marquez e Rossi hanno dimostrato che si può sopperire alle mancanze della moto con il proprio talento, perciò la missione è sicuramente difficile, ma non impossibile. Forse non riusciranno a portarsi a casa il mondiale, ma mi aspetto di vederle battagliare per il podio con costanza, in particolar modo a campionato inoltrato.

3 – Chi è l’outsider più pericoloso?

A: Ovviamente Danilo Petrucci, vi rimando a quello che ho scritto qualche settimana fa.

https://cascorosso.it/2019/01/30/danilo-petrucci-loutsider/

D: Dal mio punto di vista è Petrucci. Sempre relativamente snobbato, ora è in un team ufficiale e nei test, tanto per gradire, ha siglato il giro più veloce di sempre a Sepang. Ha fatto vedere cose buonissime in Pramac e di sicuro non vorrà farsi scappare l’occasione di dire la sua ora che può lottare per la vittoria in quasi ogni gran premio.
Menzione d’onore ovviamente anche per Rins, di cui parlerò meglio nella prossima domanda.

4 – Suzuki lotterà insieme ai top team?

A: Assolutamente SÌ, certo non per il titolo, ma sicuramente sarà spesso nelle zone da podio.

D: Suzuki al momento sembrerebbe essere ad un livello simile a quello di Yamaha, con lo svantaggio di non avere come piloti di punta del calibro di Rossi e Viñales. La casa giapponese guarda però al futuro, e lo fa con un Rins ormai pratico del mondo della MotoGP a soli 24 anni d’età e Mir, precoce talento campione del mondo Moto3 nel 2017. Fin dove arriverà questa giovane coppia? Secondo me saranno una spina del fianco non da poco per i top team, con almeno un paio di vittorie.

5 – Come sarà la convivenza tra Marquez e Lorenzo?

A: Prima o poi la bomba scoppierà, specie se Lorenzo dovesse iniziare ad andare forte e quindi ingaggiare spesso duelli con Marquez. Una coppia cosi non potrà MAI andare d’amore e d’accordo.

D: Ci sono due scenari: quello in cui Lorenzo diventa presto competitivo e quello in cui tarda ad esserlo. Nel secondo caso, Lorenzo rispetterà sicuramente le gerarchie e farà da spalla a Marquez, mettendosi fra lui e i rivali in un’eventuale corsa al titolo. Se però il maiorchino dovesse essere competitivo dal principio, non dico che la coppia scoppierà subito, perché Lorenzo non è stupido, ma sicuramente ci saranno i presupposti. Per come conosco Lorenzo, è molto rispettoso della superiorità di Marquez, ma ha anche una profonda fiducia nei suoi mezzi e vuole anche rifarsi dai due anni un Ducati, vendicarsi nei confronti di quelli che non hanno creduto in lui. Secondo me sarà una convivenza tutto sommato pacifica quella del 2019.

6 – Dovizioso, Petrucci, Rossi: chi fra i tre italiani di punta finirà più in alto in classifica?

A: Dovizioso parte favorito ma la speranza è di vederli tutti e tre in lotta per le primissime posizione del Mondiale.

D: Scontato dire Dovizioso, ma Petrucci e Rossi, per motivi diversi, sono due piloti che hanno bisogno di dimostrare quanto valgono e non si fanno molti problemi quando c’è lottare in pista. Rossi forse parte tecnicamente svantaggiato data la situazione di Ducati, ma l’anno scorso ha saputo trarre il massimo da ogni situazione rischiando di superare addirittura Dovizioso in classifica. Danilo è la più grande incognita, ma non lo vedo davanti agli altri due connazionali, anche se sensibilmente più in alto rispetto agli altri anni. Per me finirà Dovizioso-Rossi-Petrucci: scontata, ma non così tanto.

7 – Aprilia darà un senso alla sua partecipazione in MotoGP?

A: Voglio fare io una contro-domanda. Se Aprilia lotta per dare un senso alla sua partecipazione in MotoGP, Ktm cosa dovrebbe dire? La casa Austriaca è arrivata più tardi, è vero, ma con un budget sicuramente superiore alla casa italiana e fino ad ora ha raccolto un podio e basta. Stiamo parlando di aver dietro uno sponsor come RedBull, sicuramente uno dei più ricchi della MotoGP, quindi credo abbia più senso parlare di una Ktm che fino ad ora ha deluso piuttosto di un Aprilia che nonostante abbia fatto pochi passi in avanti non ha le possibilità per accodarsi agli altri costruttori che sono dei colossi. Per quanto riguarda la domanda credo che la stagione 2019 sarà sicuramente più positiva della 2018 ma, per ora, non vedo possibilità per avvicinarsi al podio.

D: Iannone è sicuramente il pilota più forte che Aprilia ha ingaggiato da quando è in MotoGP. Non so se riuscirà a tirarla fuori dal baratro in cui si trova adesso, ma è quasi certo che ne migliorerà le prestazioni. C’è anche da considerare la rinnovata volontà della casa di Noale di investire nel campionato, che ora può vantare un team di tutto rispetto e in grado di fornire più possibilità ai propri piloti. Forse la top 10, per uno dei due piloti, non è così impossibile. Il problema grosso per loro è che le moto satellite delle altre marche hanno lo stesso target.