Le 10 vittorie più importanti di Marc Marquez

Le 10 vittorie più importanti di Marc Marquez

A 26 anni non ancora compiuti, Marc Marquez ha già un palmarès da veterano: 7 mondiali vinti, 186 gare disputate di cui 70 vinte e altre 46 finite a podio. Per non parlare dei giri veloci (60) e delle pole position, dove è primo all-time a quota 80. Detiene inoltre una montagna di record di precocità (basti pensare che è diventato campione del mondo MotoGP a soli 20 anni) e ha tutta l’intenzione di sgretolarne altri negli anni a venire.
Riflettendo sulla sua carriera e su quello che rappresenta ora Marc Marquez per il motomondiale, non ho potuto che soffermarmi su alcune delle sue più incredibili e significative vittorie nel corso delle sue 6 stagioni corse nella classe regina. Ho deciso quindi di stilare la mia personale top 10 dei suoi migliori trionfi in MotoGP. Per farlo mi sono basato su alcuni fattori, come l’importanza della gara in questione, il contesto del gran premio e come ha ottenuto il successo (dominando, lottando, usando una strategia). Il tutto aggiungendo le mie personali considerazioni e il mio gusto personale: immagino quindi che non sarà una classifica che andrà bene a tutti e a questo proposito vi invito a farmi sapere la vostra personale top 10!

Essendomi autoimposto di selezionare solo 10 gare, qualche gran premio è dovuto rimanere fuori. Mi sembra doveroso citare quindi Laguna Seca 2013, ultimo appuntamento della storia in quello storico circuito dove Marquez ha superato Rossi con un sorpasso-fotocopia di quello che il Dottore infierì a Stoner nel 2008. Ho dovuto lasciare fuori anche due ottime gare disputate a Misano, quelle del 2015 e del 2017: nella prima Marquez ha avuto la meglio sui due litiganti per il mondiale, gestendo meglio di tutti le condizioni difficili della pista con il cambio moto. Nella seconda invece non si è fatto fermare dalla pioggia e reduce dallo “zero” di Silverstone ha spinto fino alla fine battendo un Petrucci in stato di grazia. Tante gare della mitica annata 2014 sono state escluse, alcune fra tutte Silverstone, dove Marquez si è preso la rivincita su Lorenzo; Assen, una delle prime gare in cui ha dato prova di saperci fare col meteo variabile e in cui ha sfoggiato l’iconica esultanza da nuotatore; Sepang e Valencia, in cui ha raggiunto e superato le 12 vittorie nella classe regina di Doohan.

Queste invece sono quelle che io ritengo essere state le 10 migliori vittorie di Marc Marquez in MotoGP:

10 – Austin 2015


Dopo aver iniziato il 2015 con un quinto posto in Qatar, Marquez è desideroso di rifarsi in uno dei suoi circuiti preferiti, che con gli anni è diventato la sua roccaforte, ovvero il Circuit of the Americas, ad Austin. Tutto sembra andare come previsto, con Marc dominatore del venerdì e del sabato, lanciatissimo verso l’ennesima pole position sul suolo americano. Poi però accade l’impensabile: a circa 3 minuti dalla fine delle Q2, la moto dello spagnolo inizia ad avere qualche problema. Marquez letterlamente l’abbandona sul rettilineo principale, in corrispondenza dell’uscita della pit lane, ed inizia una corsa – non solo metaforica – contro il tempo. Sale sulla seconda moto in fretta e furia, riesce a passare dal traguardo poco prima che venga esposta la bandiera a scacchi e con solo un giro a disposizione segna il miglior tempo di sempre (record attualmente imbattuto). In gara poi non c’è storia: il #93 si libera in pochissimi giri degli avversari e va a vincere in solitaria.

9 – Assen 2018


L’unico gran premio della lista a cui ho assistito di persona. Definita all’unanimità come miglior gara del 2018 grazie alle decine di sorpassi e alla lotta a 7 per la vittoria, Assen 2018 è stata anche l’occasione in cui si è palesato il divario che separa Marquez dal resto dei piloti. Ad un certo punto, a pochi giri dal termine, Marc ha come acceso l’interruttore del cannibale e ha dato uno strappo tale che è riuscito a concludere la gara con più di 2 secondi di distacco sul secondo classificato. In quel momento è parso chiaro a tutti: questo qui se vuole vince. Punto. Pensare che sarebbe dovuta essere la gara della rinascita delle Yamaha, quella in cui magari Dovizioso poteva ricucire il divario fra lui e Marquez. È stata invece l’inizio della fine: da qui a Motegi, Marquez non è più sceso dal podio ed ha anzi collezionato altre quattro vittorie.

8 – Aragon 2018


Quella in terra spagnola è stata proprio una di quelle vittorie. La gara è stata particolarmente emozionante, con Lorenzo caduto alla prima curva e il duello Marquez/Dovizioso protrattosi fino agli ultimi giri. Il maiorchino era la principale minaccia per il cabroncito, ma il #04 è stato comunque un avversario ostico per il #93. Iannone si è poi aggiunto alla bagarre, infastidendo non poco i due pretendenti alla vittoria, ma a trionfare è stato ovviamente Marquez, per la terza volta consecutiva nel suo circuito casalingo (a cui hanno dedicato il nome della curva 10). Questo risultato è giunto in un momento catartico della stagione: è vero che ormai il mondiale era praticamente in tasca allo spagnolo, ma sparare un colpo così forte senza preoccuparsi delle conseguenze di un’eventuale caduta, senza fare il minimo calcolo, ma con solo il desiderio di annientare definitivamente il proprio avversario, ha fatto capire una volta di più che il 2018 sarebbe stato l’anno di Marquez.

7 – Buriram 2018


Subito dopo il perentorio successo di Aragon, Marquez si è tolto l’ultimo sassolino che gli era rimasto nello stivale: battere Dovizioso all’ultima curva di un gran premio. Ci è riuscito al Chang International Circuit, prima volta della storia in cui il circus del motomondiale fa tappa in Tailandia. Questa volta Marquez ha dovuto tenera a bada – oltre al solito Dovizioso – le Yamaha, che in una pista a loro favorevole sono momentaneamente risorte. Partenza decisa di Rossi che comanda per diversi giri, poi però subisce il sorpasso da parte del #04 e del #93, e la gara torna ad essere un duello fra i due centauri, con Rossi e Viñales attaccati ma non in grado di infastidirli. Tutto sembra portare alla vittoria di Dovizioso, in testa all’inizio dell’ultimo giro, ma Marquez effettua un sorpasso alla curva 5 da spaccamascelle e soprattutto resiste al tentato sorpasso dell’italiano all’ultima curva. Cade quindi l’ultimo baluardo che ci faceva credere che questo ragazzo potesse avere un punto debole.

6 – Austin 2013


La prima volta non si scorda mai. Secondo gran premio della sua carriera in MotoGP e Marquez al sabato diventa il più giovane di sempre a siglare una pole position in classe regina. Ci sono enormi aspettative su di lui (ricordiamoci che ha ereditato la moto di Stoner), ma come il più esperto dei piloti riesce a gestire benissimo i momenti della gara, duella con Pedrosa e dopo esserselo lasciato alle spalle va a festeggiare. Tutti hanno la sensazione di trovarsi dinnanzi al nuovo volto del motomondiale, compreso Rossi che va a congratularsi e a stringerli la mano, quasi volesse passargli il testimone. Non andrà esattamente così, ma questa rimane una delle pietre miliari dell’incredibile ascesa di Marquez nell’olimpo della MotoGP.

5 – Sachsenring 2016


Alla vigilia del gran premio tedesco del 2016, Marquez si presenta primo in classifica a +24 da Lorenzo e +42 da Rossi, ma a secco di vittorie da cinque appuntamenti. Sente quindi che è necessario ribadire il concetto su chi sia il più forte e lo scenario teutonico fa proprio al caso suo, essendo una delle sue piste preferite. Partito dalla pole, con asfalto bagnato Marquez si trova insolitamente in difficoltà, venendo superato da diversi piloti fino a retrocedere in nona posizione. A metà gara, però, intravede prima degli altri top rider la possibilità di cambiare moto e con la pista ancora umida inizia a martellare giri veloci con le gomme slick. Quando raggiunge la prima posizione, per gli altri ormai è troppo tardi: il vantaggio dello spagnolo è incolmabile e va a vincere in totale solitudine. Rossi finisce ottavo, Lorenzo addirittura quindicesimo: il mondiale è blindato.

4 – Phillip Island 2017


Nella seconda metà del 2017, la rivalità che ha tenuto accesi i riflettori sul motomondiale è stata quella fra Dovizioso e Marquez, che a Motegi ha visto il suo massimo splendore con una delle gare più belle dell’anno. Phillip Island però è una pista favorevole al #93 e sfavorevole alle Ducati: Marc è quindi intenzionato a non lasciarsi sfuggire l’occasione di allungare in classifica, visto che il suo vantaggio ammonta a soli 11 punti. Non ha vita facile però: la gara australiana si rivela emozionante, ricca di sorpassi fra i piloti in testa e Marc anche questa volta non fa calcoli, ha in mente solo la vittoria. Si prende qualche bel rischio, partecipa alla bagarre e a 7 giri dal termine supera Viñales, con il finale che tutti conosciamo: taglia primo il traguardo. Dovizioso arriva tredicesimo e dice sostanzialmente addio al mondiale.

3 – Brno 2017


L’apice della superiorità di Marquez in condizioni meteo incerte. Gara data per bagnata, ma appare subito evidente che l’asfalto è destinato ad asciugarsi in fretta. A Marc – che ha sbagliato la scelta della gomma posteriore optando per una soft – bastano due giri per capire che con le rain non sarebbe andato da nessuna parte e dopo essere stato superato da numerosi piloti effettua il cambio moto. La scelta si rivela estremamente azzeccata, tanto che inizia a girare quasi 10 secondi più veloce rispetto a Rossi, momentaneamente al comando della gara. Quando anche tutti gli altri piloti decidono di cambiare moto, Marquez ha ormai un vantaggio enorme. Il secondo classificato – Pedrosa – arriva a 12 secondi, un abisso. Le due vittorie consecutive (Sachsenring e Brno) cementano la supremazia dello spagnolo e sono state fondamentali – anche solo per una questione mentale – per la conquista del titolo 2017.

2 – Mugello 2014


Anno 2014, sesto round. Nei primi 5 Marquez ha sempre vinto e si presenta in terra italiana con un vantaggio di 42 punti sul secondo in classifica, Pedrosa. Nessuno sembra poterlo fermare, ma Lorenzo non è d’accordo: il Mugello è una pista amica e Jorge ha vinto le ultime tre edizioni. I due danno così vita a un duello memorabile, in cui non si risparmiano sorpassi al cardiopalma e manovre da annali del motociclismo. La gara è incerta fino alla fine e viene vinta da Marquez per soli 121 millesimi al fotofinish. Marc continua quindi la sua striscia di vittorie consecutive e abbatte le residue speranze degli avversari di poterlo ostacolare nella lotta al titolo.
Oltre ad essere stata una gara straordinaria che ha messo in luce tutto il talento di Marquez e la sua bravura negli scontri corpo a corpo, quella del Mugello la ricordo bene per un dettaglio: per la prima volta ho definito il pilota di Cervera un alieno, parola che verrà abusata da tutti per il resto della sua carriera e in particolare durante il 2014.

1 – Indianapolis 2015


Il 2015 è stato l’unico anno in cui Marquez non ha vinto un mondiale da quando corre in MotoGP. Prima del via al gran premio di Indianapolis, infatti, lo spagnolo è addirittura quarto in classifica, a 65 punti da Valentino Rossi. Un’immensità, se consideriamo anche che in questa stagione le Yamaha sono nettamente la miglior moto del lotto e il duello Rossi-Lorenzo sembra destinato ad essere l’indiscusso protagonista del 2015. Marquez non vuole arrendersi però, come potrebbe? È reduce dalla migliore annata della sua vita e forse la migliore di sempre per un pilota motociclistico, ha soltanto 22 anni e probabilmente crede di essere invincibile. Sa che se vuole può ribaltare le sorti del mondiale e portarselo a casa e così mette in scena una gara capolavoro nell’ultimo appuntamento all’Indianapolis Motor Speedway.

I pronostici sono per Lorenzo, che durante le prove ha eseguito dei long-run fenomenali, a cui soltanto Marquez è stato capace di avvicinarsi, rubandogli poi la pole position. Fin dai primi giri i due spagnoli si mettono in testa alla gara distanziandosi dagli altri, iniziando la loro personale battaglia. La gara del maiorchino è perfetta e la conduce senza sbavature, ma non riesce a scrollarsi di dosso l’ombra minacciosa del pilota Honda. Il #93 infatti gioca al gatto col topo, studia il rivale per tutta la gara, senza attaccarlo veramente fino a tre giri dalla fine, quando lo infila al termine del rettilineo e senza darli l’opportunità di replicare. Soltanto il giro prima Lorenzo aveva segnato il miglior tempo di sempre – in gara – sulla pista americana, battuto immediatamente da Marquez che lo marcava a uomo. Qualunque mezzo usato dal #99 per cercare di fermare il proprio avversario si è rivelato inutile: il 9 agosto 2015 niente e nessuno avrebbe potuto impedire a Marc Marquez di vincere.

Forse non sarà la gara con cui verrà ricordato, perché avvenuta nell’anno che tutti vogliamo dimenticarci per quello che è successo da Sepang in poi e perché ha vinto eseguendo soltanto un sorpasso. Secondo me però rimane la prova più evidente di come Marquez sia in grado di ribaltare ogni pronostico, di plasmare la realtà a suo piacimento e di schiacciare psicologicamente e fisicamente qualunque avversario, se si mette in testa di farlo. E i tre mondiali consecutivi vinti negli anni successivi sono lì a confermarlo.