Dakar, il grande Rally.

Dakar, il grande Rally.

In questi giorni si disputa la quarantunesima edizione del rally raid creato da Thierry Sabine. In origine si correva in Africa, ora in sud America, più precisamente l’edizione di quest’anno si svolgerà nel solo Perù.

La Dakar è una delle corse più affascinanti e discutibili dell’intero panorama motoristico, un rally creato per mettere alla prova anche i piloti più esperti e temerari, un rally che purtroppo negli anni ha visto tanti incidenti mortali dovuti a prove speciali al limite e anche di incidenti fuori dal contesto agonistico.

Basti pensare al perchè dello spostamento geografico avvenuto dopo l’annullamento dell’edizione 2008. La corsa venne sospesa dopo l’uccisione di 4 turisti francesi in Mauritania, stato che avrebbe dovuto ospitare 8 prove speciali. L’anno successivo ebbe luogo lo storico spostamento in sud America, che tutt’ora ospita questo rally.

Nelle prime edizioni che purtroppo non ho vissuto ma mi sono state raccontate, la Dakar poteva considerarsi un palcoscenico simile alla MotoGP moderna, era un corsa molto importante che riusciva ad attrarre tutti i grandi costruttori, pronti ad investire per avere una vetrina molto importante. Il fuoristrada aveva sicuramente più risalto rispetto ai giorni nostri, e questo mix di avventura e pericolo richiamava molti appassionati che la seguivano in tv e sui giornali.

Forse è stato proprio il pericolo di quest’avventura al limite per la sopravvivenza a rendere questa corsa un mito che anche in tempi moderni resiste nonostante l’interesse nei suoi confronti non sia minimamente paragonabile anche solo a quello di 15 anni fa.

L’edizione di quest’anno però, riporta in primo piano la sfida all’impossibile e lo fa con Nicola Dutto che sarà il primo pilota paraplegico a prendere il via alla competizione, la sua è sicuramente una storia di forza e determinazione, che rappresenta il vero spirito della Dakar. Nicola, Cunese di 48 anni, dopo diverse vittorie in rally italiani (Baja 2008 e 2009), spagnoli ( Spagna Rally TT 2004 e 2006) ed europei ( Baja 2008 e 2009),nel 2010 subisce un grave incidente che gli fa perdere l’uso delle gambe ma non la volontà di correre e nel 2012 torna in sella partecipando alla Baja Aragon in Spagna, divenendo il primo pilota paraplegico a gareggiare assieme ai normodotati in un mondiale Desert Race.

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La storia di Nicola però, non è l’unica a rendere questo evento ancora più speciale, c’ è anche quella di Lucas Barròn, figlio di Jacques, il primo partecipante con la sindrome di Down. Un nuovo passo nell’abbattimento delle barriere proprio nel rally simbolo di forza e determinazione. Lucas, 24 anni, farà da copilota al padre in un avventura per cui ci è voluta una preparazione lunghissima.

Ci sono molti ingredienti per rendere questa Dakar una delle più interessanti e combattute degli ultimi anni, non mancano infatti i nomi importanti che affronteranno il rally. Per citarne alcuni: Sunderland, Price e Van Beveren nelle moto,Nasser Al-Attiyh, Peterhansel, Sainz, Despres e Loeb nelle auto e la pattuglia dei Russi nei camion.

Chiudo con una frase che, leggendo la storia della Dakar, mi è rimasta impressa. E’ di  Sabine, il padre di questa avventura.

“All’arrivo sulla spiaggia del lago Rosa sarà un altro uomo colui che lancerà il casco in aria”  Thierry Sabine

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Cyril Despres sulle sabbie del Lago Rosa che, fino allo spostamento in Sud America,  era il tratto finale del Rally.