#AleVSDiego: Il PAGELLONE 2018

#AleVSDiego: Il PAGELLONE 2018

NC – Tom Luthi
Diego: Difficile immaginare una stagione peggiore per lui. In 18 gare disputate non è riuscito andare a punti nemmeno una volta e il confronto con il compagno di squadra (Morbidelli, 50 punti) rende la situazione ancora più drammatica per lo svizzero. Non ci mancherà, soprattutto perché non ci siamo accorti che ci fosse. VOTO: 0

Ale: Mi aspettavo sicuramente di più, chiudere la stagione con zero punti per un pilota che in Moto2 è sempre stato competitivo mi sembra un risultato deludente. Non si è mai adattato alla nuova categoria e non ha mai dato l’idea di capirci qualcosa. Peccato.  VOTO: 1

23 – Xavier Simeon
D: Altro pilota comparsa che è riuscito a salvarsi dal baratro degli 0 punti grazie al 15esimo posto in Australia, concludendo la stagione con un punto soltanto e nessun bel ricordo. VOTO: 1

A: Arrivare in MotoGP grazie ai soldi spesso si traduce in una stagione anonima dove difficilmente si può tirar fuori qualcosa di positivo. Per tanto così lo facevo anche io un punto. Sia chiaro non ce l’ho con lui, ma con il sistema. VOTO: N.C.

22 – Karel Abraham
D: Continua l’avventura di Abraham in MotoGP, anche quest’anno avara di soddisfazioni (12 punti, cinque volte fra i primi 15). Forse sarebbe il caso per lui di farsi da parte e lasciare la sella libera per qualcuno più promettente. Voto: 3

A: Vale lo stesso discorso fatto per Simeon. Karel ha il vantaggio di aver già corso in MotoGP e quindi, con la sua esperienza, ha ottenuto qualche piazzamento a punti.
VOTO: 2

21 – Scott Redding
D: Per l’inglese il cambio di moto non ha pagato e si è ritrovato dopo 10 anni a dover dire addio al circus del motomondiale. Stagione in ogni caso da dimenticare, dove Redding ha arrancato cercando di rendere competitiva l’Aprilia senza riuscirci mai. In bocca al lupo per il futuro Scott! Voto: 4

A: Forse sono uno dei pochi convinti che Redding avesse il potenziale per stare in MotoGP, peccato che sia sempre mancato qualcosa in tutte le sue stagioni. Certo andare in Aprilia era un rischio, si sapeva che la moto non era competitiva e si sapeva che Scott non fosse un fine collaudatore. Forse è stata una scelta sbagliata per entrambi. VOTO: 4

20 – Takaaki Nakagami
D: 33 punti portati a casa a suon di piazzamenti al limite della 15esima posizione: non una stagione da ricordare per il giapponese, ma nemmeno da buttare completamente, considerando la competitività del suo mezzo e il fatto di essere un rookie. VOTO: 5

A: La Honda degli ultimi anni non si è mai rivelata una moto facile da capire per un esordiente, questa secondo me è una giustificazione per la stagione non brillantissima del giapponese che comunque ha dato qualche segnale positivo nel finale di stagione e sopratutto nei recenti test post stagionali. L’anno prossimo è da tenere d’occhio. VOTO: 5,5

19 – Esteve Rabat
D: Partito bene ad inizio anno, Rabat ha alternato alcuni ritiri a gare leggermente più opache delle prime. Poi l’infortunio che ha rovinato la stagione, in cui avrebbe potuto crescere e magari fare altri piazzamenti in top 10. Un vero peccato, spero riesca a riscattarsi nel 2019. VOTO: 5.5

A: Poteva essere un 2018 discreto per lui e invece l’infortunio a Silverstone gli ha pregiudicato il finale di stagione. Per il resto quello che ha fatto vedere secondo me è stato positivo e di buon auspicio per il 2019. VOTO: 6 sulla fiducia.

18 – Bradley Smith
D: Migliorato rispetto allo scorso anno, tre volte in top 10, ma sulla lunga distanza più debole del compagno di squadra, che ha addirittura portato a casa il primo podio di KTM in MotoGP. Un’annata che non gli ha garantito un contratto per il 2019, dove correrà invece in MotoE. VOTO: 5

A: Un peccato perderlo, ma purtroppo il matrimonio con KTM non ha portato risultati. Secondo me più per colpa della moto che del pilota, ma si sa, ormai nel mercato della MotoGP non si può più aspettare. Stagione migliore rispetto alla scorsa, ma per la casa austriaca non è bastato. VOTO: 5

17 – Aleix Espargaro
D: Dopo la scorsa stagione mi sarei aspettato qualcosa di più dallo spagnolo, che invece chiude complessivamente peggio che nel 2017 e rimanda ancora il salto di qualità di Aprilia. Ci penserà Iannone a renderla competitiva? VOTO: 4.5

A: Aprilia aveva fatto intendere di voler puntare alla top 5 in questo 2018 ed invece è andata peggio che nel 2017. Aleix non ha tutte queste colpe dato che nel giro veloce sappiamo tutti essere un ottimo pilota, quindi il fatto che Aprilia non sia veloce neanche in quello mi porta a pensare che con lo sviluppo della moto siano ancora troppo indietro. La stagione però non può sicuramente considerarsi sufficiente. VOTO: 4.5

16 – Hafizh Syahrin
D: Ottima stagione per il malese, che sfiora di poco la top 15 e il premio di rookie dell’anno. Non proseguirà la strada in Yamaha perché Tech 3 è ormai team KTM: lo attende quindi una nuova sfida nel suo secondo anno di MotoGP e sono sicuro che potrà fare altrettanto bene. VOTO: 6.5

A: Una delle più belle sorprese di questa stagione, preso quasi per forza dato il ritiro di Folger, dimostra a tutti di essere un buon pilota e per poco non conquista anche il titolo di miglior esordiente. L’anno prossimo in KTM però potrebbe non essere così facile. VOTO: 6

15 – Franco Morbidelli
D: Franco ha vissuto una stagione da apprendista, dove ha imparato a domare una MotoGP e in cui è risultato essere il miglior rookie (con un netto distacco dal compagno di squadra, fermo a 0 punti). Praticamente sempre a punti, si è meritato di essere nella top 15 del mondiale e con la moto dell’anno prossimo potrebbe puntare alla top 10. VOTO: 7

A: Stesso discorso che ho fatto per Nakagami, la Honda non è il mezzo più semplice con cui approcciare la MotoGP. Conquista il titolo di miglior esordiente, ma qui lo dico e qui lo nego, l’anno prossimo lo vedremo davanti. VOTO: 6.5

14 – Pol Espargaro
D: Inizio di stagione su buoni livelli, gli stessi del 2017 praticamente, ma un’ultima gara che fa davvero ben sperare per il prossimo anno. Sarà la svolta per KTM? VOTO: 6.5

A: Buona stagione considerando il livello del suo pacchetto tecnico. Conquista un podio che da fiducia proprio nell’ultima gara a Valencia. Rimane il riferimento di KTM. VOTO: 6

13 – Jack Miller
D: Dopo i test invernali e le prime gare, le aspettative per Jack erano più alte del 13esimo posto finale. Purtroppo a causa di qualche ritiro e zero di troppo ha mancato per l’ennesima volta l’appuntamento con la top 10. La moto però gli piace e l’anno prossimo avrà il coltello fra i denti. VOTO: 6.5

A: Parte a fionda e poi si perde un po’ strada facendo. Potenzialmente poteva fare sicuramente meglio ma ha fatto vedere cose importanti che potrebbero essere un buon indicatore per la prossima stagione, in cui avrà una moto ufficiale. VOTO: 6

12 – Alvaro Bautista
D: Davvero una grande ultima stagione in MotoGP per lo spagnolo, che dal Mugello – esclusi due ritiri – non ha mai mancato la top 10. Anzi, ha anche avuto gare indimenticabili come quella a Phillip Island, dove per poco alla sua prima esperienza con la Ducati ufficiale non si è messo dietro Andrea Dovizioso. Davvero un peccato perderlo. VOTO: 7.5

A: Non mi spiegherò mai perché la MotoGP debba perdere uno dei suoi migliori piloti. Secondo me ha fatto un ottima stagione e vorrei ricordare a tutti che in Australia è salito sulla Ducati ufficiale per la prima volta e per poco non faceva podio, vi sembra normale non avergli rinnovato il contratto? VOTO: 8

11 – Daniel Pedrosa
D: Alla fine l’ultimo anno di Pedrosa in MotoGP è arrivato. Un’annata incolore, la prima senza vittorie e senza addirittura neanche un podio. Dopo l’annuncio del ritiro è stato evidente che Dani avesse mollato la presa, rimasto ormai senza stimoli, ma rimane il rammarico di non averlo visto brindare un’ultima volta insieme ai suoi rivali. Ciao Dani, ci mancherai. VOTO: 4.5

A: Ultima stagione per Dani che però non è mai stato veramente lui, non si è mai visto davanti e questo è un vero peccato. Mi dispiace molto perderlo, credo sia uno dei migliori piloti della storia e anche uno dei più belli da veder girare in pista. Non mi sento di valutare la sua stagione, valuterei solo la sua carriera. VOTO: 9.5 solo perché ha mancato il titolo in MotoGP.

LA TOP 10

10
D: Iannone quest’anno aveva il potenziale per arrivare in top 5, ma ha sbagliato troppe gare e in altrettante è finito troppo dietro. I quattro podi però non si cancellano e può essere contento del lavoro svolto in Suzuki: peccato non abbiano creduto abbastanza in lui. Buona fortuna con Aprilia, Andrea! VOTO: 5.5

A: Anche nel caso di Iannone, la fretta del mercato gli ha giocato contro. Stagione che potenzialmente poteva essere migliore, ma che comunque l’ha visto da protagonista in più di un’occasione. VOTO: 5,5

9
D: Il più grande rammarico di Ducati. La casa italiana nel 2016 è riuscita ad accaparrarsi il 5 volte campione del mondo per il biennio 2017/18, ma a causa delle prestazioni opache della prima stagione in rosso, il povero Jorge è stato dimenticato e praticamente regalato alla Honda. Peccato che da lì in poi si sia sbloccato vincendo tre gare e rendendosi un candidato credibile per la vittoria del titolo. Poi San Marino e l’infortunio a Silvertsone l’hanno relegato alla nona piazza finale, ma è chiaro che l’anno prossimo avrebbe potuto portare il titolo in Italia dopo 12 anni di attesa. Non andrà così, ed è un gran peccato. VOTO: 7.5

A: Un’altra vittima del mercato che, dopo l’annuncio del suo passaggio in Honda, ha portato a casa 3 vittorie dimostrando a tutti che probabilmente era il caso di tenerlo per provare l’attacco al titolo nella prossima stagione. VOTO: 7

8
D: 20 punti in più rispetto all’anno scorso, ma tre podi in meno e sempre ottavo in classifica. Danilo quest’anno avrebbe potuto e dovuto fare qualcosa di più, ma c’è da dire che è stato molto costante (solo due ritiri) e competitivo (5 volte in top 5, 13 in top 10). Adesso lo attende la sfida nel factory team: sarà un anno di passaggio o quello della consacrazione? VOTO: 7

A: Non è mai stato sereno in questa stagione e questo stato mentale spesso si è visto nei weekend di gara dove i suoi risultati sono stati sotto le attese. Purtroppo il suo fisico gli fa sempre fare più fatica negli altri, ma l’anno prossimo è chiamato al salto di qualità vestendo i colori del team ufficiale Ducati. VOTO: 7

7
D: Davvero un peccato l’infortunio in Australia: l’inglese era a un passo dal pareggiare il suo miglior risultato in carriera (5° nel 2013) e confermarsi come miglior pilota satellite in MotoGP. Della sua stagione rimangono i tre podi e soprattutto la vittoria nella pazza gara argentina. VOTO: 7

A: Poteva essere la sua miglior stagione in MotoGP, ma l’infortunio in Australia non gli ha permesso di farcela. Secondo miglior pilota Honda con 3 podi e una vittoria. VOTO: 7

6
D: Non c’è stata la stagione-conferma di quella incredibile dell’anno scorso. Zarco ha comunque vinto il titolo di miglior pilota satellite, ma non ha brillato in tantissime gare e si è portato a casa soltanto tre podi, gli stessi dell’anno scorso. La sfida in KTM si preannuncia dura, ma un pilota del suo calibro ha tutte le carte in regola per fare la differenza. VOTO: 6.5

A: Secondo me dopo il passaggio di Tech 3 in KTM non ci ha più capito molto. Si aspettava una considerazione più alta di Yamaha nei suoi confronti e questo probabilmente non gli ha dato la serenità necessaria per poter fare dei risultati importanti che un po’ tutti si aspettavano da lui. VOTO: 6

5
D: Inizio di stagione fra alti (due podi, in particolare quello di Assen) e bassi (cinque ritiri). Da San Marino, però, in lui si è sbloccato qualcosa e non si è più guardato indietro, realizzando tre podi e un sesto posto come peggior risultato. Forte di due anni d’esperienza in Suzuki e tutta la fiducia del suo team, il 2019 per Rins potrebbe essere l’anno della svolta. VOTO: 8

A: Stagione in cui è diventato il riferimento della Suzuki, battendo spesso il suo compagno di squadra. Mi è piaciuto molto e secondo me ha fatto molti passi in avanti anche come mentalità. VOTO: 7,5

4
D: Stagione pesantemente condizionata dal rendimento a dir poco modesto della Yamaha, Viñales è riuscito comunque a salvare la sua stagione con la vittoria a Phillip Island e la miseria di cinque podi complessivi. I tempi in cui potevamo definirlo l'”anti-Marquez” sono lontani, ma non è un brocco e con una moto competitiva ha dimostrato di potersi giocare tranquillamente la vittoria. Speriamo bene per il 2019 dunque. VOTO: 6

A: Potenzialmente, per me, l’anti-Marquez è lui, ma quest’anno ha dimostrato di non saper gestire le difficoltà. La Yamaha è in crisi ma Valentino, seppur non vincendo, ha raccolto risultati migliori con un pacchetto tecnico alla pari. Certo che lui non ha colpe, solo lo svantaggio di andare in confusione quando le cose vanno male. VOTO: 6

3
D: Stessa situazione tecnica del compagno di team, ma con la differenza che per la terza volta in carriera, Valentino ha chiuso una stagione con 0 vittorie. Ci è andato vicino a Sepang e a Valencia, segno del fatto che Yamaha potrebbe aver imboccato la strada giusta per il futuro, ma dopo i test è apparso comunque sfiduciato. Staremo a vedere. Intanto, questo 39enne può consolarsi con il terzo posto nel campionato di moto più competitivo del mondo. Voto: 6.5

A: Per me ha fatto una stagione ottima per il potenziale della Yamaha, arrivare terzo in campionato con una moto così ha molto significato. Peccato non aver vinto neanche una gara, ma il suo stato di forma a 39 anni è invidiabile anche da un ventenne. Il numero 1 è sempre lui. VOTO: 7

2
D: Ci deve aver creduto Dovizioso, quella notte in Qatar coincisa con la sua prima vittoria dell’anno. Deve aver creduto di potercela fare, di interrompere la tirannia di Marquez nel motomondiale. Invece, complice qualche suo errore di troppo, la sfortuna di Jerez e l’assurda consistenza di Marc, Andrea si è dovuto arrendere per il secondo anno di fila. L’ha fatto con onore (4 vittorie, 9 podi), ma ora più che mai appare davvero difficile scalzare il marziano dalla vetta della MotoGP. VOTO: 8

A: Ero convinto che il Mondiale quest’anno sarebbe riuscito a vincerlo ed invece ha commesso troppi errori che hanno avvantaggiato un certo Marc Marquez, non proprio il primo pilota che passa per i circuiti. Forse il tira e molla contrattuale e la ritrovata competitività di Lorenzo lo hanno messo un po’ in crisi psicologicamente? VOTO: 8

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D: Il dittatore della MotoGP centra il settimo titolo grazie a una delle sue stagioni migliori da quando corre nel motomondiale. Una prova di forza, consistenza e mentalità vincente che lo stanno rendendo anno dopo anno uno dei migliori piloti della storia di questo sport. Le 9 vittorie parlano per lui, ma soprattutto l’imbarazzante superiorità nei confronti degli avversari rende chiaro a tutti che sul trono c’è seduto lui e non ha la minima intenzione di alzarsi. VOTO: 10

A: Campione del Mondo per le settima volta, cinque Mondiali vinti su sei disputati in MotoGP, credo non serva aggiungere altro. In questa stagione ha sbagliato pochissimo, Rio Hondo e Mugello gli unici errori commessi da Marquez che nonostante ciò ha vinto con un margine quasi imbarazzante. FERMATELO! VOTO: 10