Le super sportive stanno tornando forti nel mercato?

Le super sportive stanno tornando forti nel mercato?

Il mercato delle sportive nell’ultimo decennio ha subito un calo evidente di vendite e di conseguenza, di interesse da parte delle aziende che hanno preferito seguire le correnti imposte dai mercati. Il segmento più colpito è stato sicuramente quello delle 600. Un esempio: la Yamaha R6 è un modello storico di questo segmento che, fino al recente restyling del 2016, non aveva subito aggiornamenti importanti dal 2006. Cosa ha fatto perdere interesse verso queste moto? Non di sicuro la loro bellezza e le loro prestazioni.

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Yamaha YZF-R6: Nel 2016 ad Eicma viene presentato il restyling della sportiva media Yamaha che ormai sentiva il peso degli anni, scelta controcorrente quella di Iwata che, nonostante il mercato non vada in direzione delle 600, ha deciso di fare questo passo.

Un ruolo fondamentale l’ha giocato sicuramente la crisi del 2008: queste 600 erano dei modelli dotati di ciclistica, motore e componenti raffinati che ovviamente le inserivano in una fascia di prezzo che superava i 10.000 €, non proprio alla portata di tutti in un periodo di recessione. Ad aggiungersi alle motivazioni economiche c’era anche il problema che non erano dei mezzi “facili” ed alla portata di tutti: questi motori 600 a 4 cilindri sono molto nervosi e per dare il massimo devono sempre lavorare in alto come giri motore. Quindi l’utente poco esperto era portato a preferire un mezzo meno raffinato e meno costoso.

Le case europee non hanno mai deciso di investire in questo segmento, basti vedere Aprilia, Ducati, Bmwe Ktm che hanno preferito spostare risorse sui mercati verso segmenti che negli ultimi anni hanno registrato vendite maggiori, come quello delle endurone da viaggio e le naked.

Ovviamente, parlando di crisi, intendo crisi di tutto il settore, anche delle 1000, che però hanno resistito di più sul mercato (pur calando drasticamente come vendite), complici anche investimenti dovuti ad omologazioni per poter gareggiare in Sbk.

La soluzione a questa crisi è arrivata dai giapponesi (poi seguita anche da alcune case europee, vedi Ktm) che piano piano hanno introdotto dei modelli di cilindrata minore (le 300 per esempio), meno “estremi” sia come ciclistica che come componentistica, ma comunque capaci di far divertire come moto più grandi. Questa soluzione mira a risolvere i problemi prima citati perché economica e alla portata di tutti, che si traduce in moto più facili e meno costose.

Un altro esempio potrebbe essere quello della Honda Cbr 500 r, moto che uscì nel 2014 e si promise di andare incontro a diverse categorie di acquirenti.  Chi voleva una sportiva ma non “estrema”, chi non aveva un budget altissimo e chi, viste le modifiche alle patenti del 2013, sarebbe entrato in possesso della A2 dal 2014 in poi, dal momento che la potenza rispettava quella imposta dalle nuove normative.

Ad Eicma 2018 però, sono rimasto sorpreso da alcune scelte fatte dai costruttori, un po’ in controtendenza rispetto al mercato, Aprilia ha portato un concept di una sportiva 600, Honda ha rinnovato la Fireblade, e addirittura BMW ha portato la nuova S1000RR. Per non parlare di Ducati che ogni anno sforna una supersportiva nuova e MV Agusta che reinterpreta il passato in chiave moderna con la Superveloce.

Quindi crisi passata e tutti a comprare le sportive come qualche anno fa?

Calma. Il mio titolo è fatto apposta per provare ad incuriosirvi. Le supersportive vendono qualcosa in più rispetto a 4 anni fa, ma meno rispetto ad 8 anni fa. Se il dato del 2010 lo confrontassimo anche solo con quello del 2008, in termini di volumi di vendita vedremmo che la crisi si è propagata dal 2010 in poi.

Il mercato delle due ruote si è decisamente ripreso negli ultimi anni, complici anche prodotti decisamente competitivi come rapporto qualità/prezzo che hanno riavvicinato gli appassionati a questo mondo. Le sportive però, sono diventate un mercato più ramificato rispetto a prima quando, finita l’esperienza con la 125, si sceglieva una 600 o una 1000. Ora abbiamo diverse cilindrate tra cui scegliere, si parte dalle 300 passando per le 500 per poi arrivare a dei mostri oltre i 1000cc. Questo ha comportato anche una dispersione nelle vendite del segmento, se qualche anno fa bastava dire “sportiva”  per definire un modello ora non è più così, bisogna dare qualche specifica in più.

In conclusione:

NO, le supersportive non stanno tornando forti nel mercato, naked e endurone per ora sono inarrivabili come unità immatricolate. C’è stata però un piccola ripresa generale come volume di vendite negli ultimi due anni e questo ha portato anche ad un rialzo delle super sportive. Ovviamente il segmento si regge sulle 1000, ma le 600, che sembravano una specie destinata all’estinzione, resistono e piano piano fanno passi in avanti come estetica ed elettronica.