Quello che ci possono dire i test di Valencia e quello per cui dovremo ancora aspettare!

Quello che ci possono dire i test di Valencia e quello per cui dovremo ancora aspettare!

I test post ultimo GP non sono mai da considerarsi un vero e proprio riferimento per la stagione successiva. Di solito infatti ci sono molte prese di contatto con le nuove moto per i piloti che, quindi, per un adattamento ancora da trovare, non riescono a girare al limite.

Rimane  il fatto che i test di Valencia offrono comunque spunti di riflessione interessanti: vediamo cosa possiamo trarre da questi due giorni e cosa, invece, è ancora da capire.

Le sicurezze.

Rookies: che la sfida abbia inizio.

Una delle cose più interessanti dei test è sicuramente vedere per la prima volta i debuttanti su una MotoGP. Potenza, freni in carbonio, gomme, elettronica…insomma, è bello vedere le promesse che arrivano dalla Moto2 confrontarsi con questi aspetti (determinanti per poter andare forte in questa categoria).

A Valencia la sorpresa (ma neanche tanto) è il Campione del Mondo Francesco Bagnaia che, dopo qualche giro, sembra aver già una buona dose di confidenza con la Ducati. Il suo miglior tempo è a ridosso della top 10, cosa assolutamente non scontata per un esordiente dato che vuol dire tenersi dietro metà schieramento. Buono anche l’esordio di Mir e Quartararò, cosa che non si può dire per Oliveira che, complice anche una Ktm più indietro di quanto ci si aspettasse, non ha trovato confidenza con il suo pacchetto tecnico, finendo ultimo per tutti e due i giorni. Nel 2019 la sfida per il Rookie of the Year potrebbe essere molto interessante…

Morbidelli-Yamaha: La coppia giusta per vincere?

Contrariamente allo scetticismo generale nei confronti di Morbidelli, sono sempre stato convinto che sia uno dei piloti più veloci in assoluto. Dopo l’anno d’esordio in sella a una moto difficile e sicuramente indietro come sviluppo, a Valencia Franco è andato subito forte con la Yamaha, precedendo Valentino Rossi e mettendosi a soli due decimi dal miglior tempo di Viñales. Forse parlare di vittoria è ancora troppo ma questa due giorni ci ha fatto capire che Morbidelli sulla Yamaha sarà sicuramente veloce.

Ktm: Non ci siamo ancora.

Inequivocabile quel “Peggio di quanto mi aspettassi” di Zarco riferito alla sua nuova moto. Or,a non voglio prendere le parti dei piloti, ma, Espargarò escluso, il bilancio dei test per gli altri 3 piloti della casa Austriaca è disastroso. Infatti troviamo 3 Ktm nelle ultime cinque posizioni, il che non è certo un segnale di crescita (anche se stiamo parlando di tre piloti che guidavano la RC16 per la prima volta). Basti guardare le altre case dove anche gli esordienti assoluti (vedi Bagnaia in Ducati) non hanno fatto tutta questa fatica, perlomeno a girare su tempi decenti.

Espargarò ha già un po’ di esperienza sulla moto austriaca, quindi lo escluderei dalla valutazione complessiva; prenderei però come riferimento sul potenziale assoluto Zarco, pilota che ha dimostrato di avere la stoffa per stare con i migliori e che quindi dimostra che Ktm non è ancora competitiva, al contrario di quello che poteva sembrare vedendo le ultime prestazioni stagionali.

Honda-Marquez binomio (quasi) imbattibile.

Nei test si dimostra per l’ennesima volta la coppia di riferimento nonché quella da battere anche nel 2019. L’anno prossimo partiranno loro come i favoriti, ma lo strapotere dimostrato in questa stagione andrà confermato (Yamaha e Ducati permettendo).

Per cosa invece ci sarà bisogno di aspettare per capirci qualcosa?

Honda-Lorenzo: coppia vincente?

Impossibile dirlo ora e secondo me sarà impossibile dirlo anche ad inizio stagione: la Honda non è sicuramente un mezzo con cui si trova subito il feeling giusto. Quello che ha dimostrato Jorge in Ducati fa comunque pensare che sicuramente potrà essere veloce anche con la moto di Marquez.

Le Yamaha saranno della partita o no?

Anche in questo caso direi di aspettare almeno dopo Barcellona, che di solito è un crocevia per la stagione (o almeno, lo è stato nelle ultime due). I test, anche quelli pre stagionali, non riusciranno a darci la misura giusta sul potenziale Yamaha. Dei piccoli passi in avanti sembrano esserci stati, ma questo non chiude la crisi del biennio 2017-2018 che pesa molto: 5 vittorie in due anni di cui 4 nella scorsa stagione e solo una quest’anno mettono pressione ai tecnici di Iwata, che non possono più permettersi passi falsi. I due nuovi motori visti a Valencia non hanno risolto nulla, c’è ancora molto lavoro da fare…

L’Aprilia diventerà competitiva?

Il 2018 doveva esser l’anno giusto e invece Aprilia è scivolata nelle retrovie. 66 punti in campionato (44 di Espargarò e 20 di Redding) sono un bottino decisamente deludente per una casa che aveva l’obiettivo di presentarsi stabilmente in top 10. A Valencia non si può trarre nessuna conclusione, se non quella di aver visto Iannone in difficoltà; anche a Jerez sicuramente non ci saranno passi in avanti, quindi tutto rimandato al 2019.