6 cose che ci ha detto il mondiale finora

6 cose che ci ha detto il mondiale finora

Alle porte del gran premio di catalogna, il mondiale è entrato nella sua fase più calda. Le prossime gare saranno fondamentali per decidere le sorti dei piloti e con il mercato già praticamente terminato sarà curioso vedere come alcuni di loro si comporteranno. Vediamo insieme alcuni dei punti chiave della stagione in corso:

1. IL DOMINIO DI MARQUEZ

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Marquez quest’anno è partito alla grande: se escludiamo il pasticcio combinato in Argentina (dov’era comunque e nettamente il più forte) è sempre finito sul podio, vincendo pure tre gare di fila. Il suo dominio è apparso incontrastato fino al Mugello, dove per la prima volta quest’anno non partiva da favorito e ha commesso un errore che gli ha impedito persino di andare a punti.
Nonostante questo, il suo vantaggio dal secondo in classifica (Valentino Rossi) si attesta su 23 rassicuranti punti e come se non bastasse il pilota italiano non è il candidato anti-Marquez di quest’anno.

2. DOVIZIOSO ALLA RINCORSA DEL TITOLO

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Andrea Dovizioso è sicuramente il rivale principale di Marquez nella lotta al titolo: se non fosse stato atterrato a Jerez e avesse gestito meglio la gara in Francia, adesso probabilmente lo troveremmo primo in classifica. Purtroppo la sfortuna e il suo errore lo relegano al momento al quarto posto, ma ha ancora 13 gare per recuperare il distacco dallo spagnolo. Servirà sicuramente un miglioramento importante, perché se Marquez non avesse esagerato in Argentina e al Mugello, adesso staremmo parlando di campionato ipotecato. Dovizioso dovrà quindi sfruttare ogni minimo errore del suo rivale e ottenere il massimo da ogni gara.

3. YAMAHA: 16 GARE SENZA VITTORIE

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25 giugno 2017: Valentino Rossi vince per la decima volta sul circuito di Assen, in Olanda. Sembrava potesse essere la fine della crisi della casa dai tre diapason, iniziata al circuito di Jerez nello stesso anno. 16 gare e zero vittorie dopo, invece, la situazione non ha fatto che peggiorare. Ora come ora, infatti, appare quasi utopistico immaginarsi una Yamaha vincente in un gran premio, con Marquez e le Ducati favoriti ad ogni gara. Il copione del 2018 è stato lo stesso del finale 2017, con Viñales e Valentino a soffrire e inseguire in ogni weekend, consolandosi con la miseria di 4 podi in totale. Grazie alle sventure degli altri, però, sono ancora incredibilmente in lotta per il titolo (almeno guardando i punti): se Yamaha dovesse portare novità importanti per la seconda parte di stagione, chissà che il campionato non possa ritrovare due dei suoi protagonisti.

4. LORENZO: ABBAGLIO O CERTEZZA?

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La vittoria al Mugello e la conseguente firma per HRC hanno sconvolto lo stato attuale della MotoGP. Abbiamo trovato un nuovo contendente al podio o è stato un abbaglio e le prestazioni del maiorchino torneranno ad essere quelle altalenanti a cui ci ha abituato in Ducati? Secondo me ci sono grosse probabilità di vederlo lottare con i primi in ogni gara: è da Jerez che sta facendo bene (caduta a parte) e adesso è anche libero mentalmente, non avendo più la pressione della prima fatidica vittoria con la casa italiana. L’unico dubbio rimane sul suo compagno di squadra: se Lorenzo dovesse diventare competitivo quanto lui, Ducati come interverrà? L’anno prossimo correrà per Honda e l’idea che un già-ex pilota possa intralciare il pilota di punta non farà di certo scalpitare i vertici di Borgo Panigale. Staremo a vedere!

5. DELUSIONE SATELLITI

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Ogni anno sembra quello buono per il pilota inglese, ma fra carene distrutte e prestazioni altalenanti bisogna sempre rimandare all’anno successivo. Non fa eccezione il 2018, iniziato con una quarto posto e una vittoria, che hanno proiettato Crutchlow in cima alla classifica iridata. Successivamente due zeri consecutivi e un ottavo e un sesto posto, ben lontano dai primi. Non mi aspettavo certo che iniziasse a vincere a ripetizione, però con la moto che ha e per il pilota che è, Cal sta deludendo.

Dopo la folgorante stagione da rookie, quest’anno Zarco ha tutti gli occhi puntati contro e non ha deluso le aspettative a inizio stagione: pole record a Losail e secondo posto in Argentina. Da lì in poi però è iniziato il declino, con un secondo posto a Jerez ottenuto per il suicidio Ducati+Pedrosa, la caduta in casa sua e l’invisibile decimo posto al Mugello. Difficile non rivederlo a lottare per il podio, ma al momento le sue prestazioni sono sotto le aspettative.

6. SUZUKI IN CRESCITA

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Così come Yamaha ha continuato la sua scia di risultati negativi dalla passata stagione, Suzuki ha ripreso da dove ha cominciato sul finale del 2017, mantenendo una buona competitività e portandosi a casa tre podi. Interessante notare che il pilota che sta andando meglio è però Iannone, recentemente scaricato dalla casa giapponese a causa della deludente stagione dello scorso anno. L’obiettivo di quest’anno deve essere tornare alla vittoria: vedremo se ci riusciranno!

Crediti immagini: motogp.com