L’Aerodinamica dopo le alette: Le prime evoluzioni del 2018.

L’Aerodinamica dopo le alette: Le prime evoluzioni del 2018.

Ormai i nostri approfondimenti sull’aerodinamica sono diventati molto frequenti. Merito della continua ricerca e sperimentazione dei team di MotoGP che dopo il divieto di utilizzare le alette, hanno cercato le soluzioni più efficaci per recuperare quei vantaggi dati dalle appendici aerodinamiche.

Proprio un’anno fa pubblicavo il primo articolo di questa serie (Leggilo qui) dove spiegavo, da ignorante in materia, le azioni che mi hanno portato a credere che effettivamente le alette fossero un bene a cui i grandi costruttori del Motomondiale non potevano più fare a meno.

A fine stagione invece (Leggilo qui) avevo analizzato casa per casa i progressi fatti durante il campionato. Oggi, dopo i test in Malesia, vorrei fare un’introduzione a quello che sarà il 2018 sotto il profilo delle scelte aerodinamiche. Possiamo fare degli esempi con le prime cose viste proprio sul tracciato malese.

Yamaha

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Ovviamente non poteva non venire fuori un pò di polemica per quanto riguarda Yamaha. La verità è che la casa giapponese ha praticamente utilizzato delle vere e proprie alette, molto simili a quelle del 2016. L’unica differenza è che nella 2018 queste alette vengono prolungate chiudendosi sulla carena diventando effettivamente “integrate”.

Ora vediamo più da vicino la soluzione adottata da Yamaha.

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Come si vede da questa immagine  l’ala è stata prolungata in modo da integrarsi con la carena.

Come spiegavo nel mio ultimo articolo, il regolamento attuale è molto “largo” e poco preciso, insomma ha ampi margini di interpretazione. Yamaha ha subito frecciatine da diversi team tra cui spicca Ducati, la progenitrice delle ali. Secondo i tecnici della rossa la casa Giapponese sarebbe stata un pò troppo furba, e la sua soluzione sarebbe troppo ai limiti regolamentari che però di fatto non vengono violati.

La mia opinione: Capisco la frustrazione di Ducati, loro hanno portato per primi questa soluzione aerodinamica ma non vedo neanche una mancanza di rispetto di Yamaha che, nei propri interessi, ha agito rispettando il regolamento. Il vero problema di questa situazione è appunto il regolamento che dovrebbe avere dei parametri più rigidi da rispettare.

Ducati

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La casa di Borgo Panigale come l’anno scorso svelerà la nuova aerodinamica solo in occasione del primo GP stagionale in Qatar. Per ora continua con la soluzione utilizzata nella seconda metà del 2017.

Honda

Finalmente un soddisfazione anche dalla Honda, la casa che sembrerebbe meno interessata a ricercare il carico aerodinamico delle vecchie alette. Alla fine hanno anche vinto il Mondiale usando una carena classica, quindi direi che sanno quello che fanno. A Sepang però hanno portato una nuova carena che da un’aspetto un pò da UFO alla moto.

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Assomiglia a quella usata da Aprilia nell’ultima parte della scorsa stagione che a sua volta sembrava aver preso spunto da quella di Ducati. Da questo punto di vista le case si stanno un pò rincorrendo. Ducati rimane comunque il  riferimento,  sono quasi sempre loro ad indicare la strada che gli altri poi provano a seguire.

La mia opinione pt.2: Qui torniamo al discorso polemico di prima, chi può biasimare chi? Alla fine pensano tutti a vincere, quindi se il tuo avversario trova qualcosa di innovativo (che funziona) tu cosa fai? Stai a guardare o lo copi?

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Suzuki

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Anche Suzuki segue la linea tracciata a fine stagione 2017 e per ora non porta una novità vera e propria per quanto riguarda l’aerodinamica.

Ktm

La casa austriaca ha utilizzato il profilo aerodinamico 2017 (leggermente modificato) ma ha anche portato delle evoluzioni della propria carena.

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Profilo 2017 che però presenta un cupolino con ali più pronunciate.

Anche Ktm segue la strada Ducati e inserisce un profilo simile. Le ali integrate nella carena vengono prolungate in modo da potersi chiudere sui fianchi della moto ed offrire un carico aerodinamico vicino a quello delle ali vere e proprie.

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Il primo profilo alare assomiglia a quello del 2017 ma possiamo notare che non è un semplice prolungamento del cupolino.
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Qui invece notiamo il prolungamento delle alette che si chiudono sui fianchi della carena.

Ktm nonostante abbia portato più di una soluzione aerodinamica si è apertamente dichiarata “tradizionalista” e quindi più propensa ad una carena di tipo classico. Notizia di questi giorni è quella che il team manager della casa austriaca abbia rilasciato delle dichiarazioni in favore di un ritorno al passato (senza appendici aerodinamiche) alludendo alla vittoria iridata di Marquez senza aiuti aerodinamici.

Aprilia

La casa di Noale per ora non porta novità e continua con la carena utilizzata nel finale della passata stagione.

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Anche Aprilia non si è tirata indietro dalle polemiche, i più attenti ricorderanno che un’anno fa criticarono le varie interpretazioni del regolamento fatte dagli avversari.

La mia opinione pt.3: Aprilia ha criticato gli altri ma alla fine, si è unita anche lei al coro.

Ora non mi rimane altro che darvi appuntamento al prossimo aerodinamica dopo le alette.

Crediti immagini: motogp.com