#AleVSDiego: Il Pagellone 2017

#AleVSDiego: Il Pagellone 2017

A campionato finito è tempo di dare i voti ai protagonisti della classe regina del motomondiale, che mai come quest’anno ci ha emozionato e intrattenuto fino all’ultima gara!

Sam Lowes
Ale: Non riesce ad adattarsi alla MotoGP, record di cadute e 5 punti sono quello che ha raccolto in questo 2017, giusta la decisione di Aprilia di ingaggiare un’altro pilota.
VOTO: 2

Diego: Stagione completamente da dimenticare per l’inglese, mai in palla con l’Aprilia (mai neanche in piedi, a dire il vero). La moto di Noale non era certo fra le migliori della categoria, ma mentre il compagno di squadra puntava al podio a fine stagione venendo preso sul serio, Sam si assicurava il record di cadute, messo alle corde da uno spericolato Marquez. La retrocessione in Moto2 era l’unico epilogo possibile per il suo 2017: in questa categoria ha fatto bene in passato e potrà fare altrettanto bene l’anno prossimo.
VOTO: 2

Héctor Barberá
A: Stagione negativa, almeno gli anni scorsi dimostrava velocità in prova, quaest’anno zero proprio. Cercherà il riscatto in Moto 2.
VOTO: 3

D: Stagione anonima per il pilota spagnolo, che ha bazzicato la zona punti spesso ma non è mai riuscito ad avere nessun guizzo positivo in tutta la stagione (solo un 9° posto come miglior risultato). Sicuramente una stagione deludente viste le aspettative che si nutrivano a fine anno nei suoi confronti (nel 2016 terminò al decimo posto). Anche per lui il passaggio in Moto2 è stato praticamente scontato, dopo 8 anni di onorato servizio nella classe regina. Speriamo che con Pons in Moto2 riesca a togliersi qualche soddisfazione.
VOTO: 4

Bradley Smith
A: Anche lui meglio dopo la metà stagione ma è sembrato sempre un pò più in difficoltà del suo compagno.
VOTO: 5

D: Se ad inizio anno le due KTM sembravano delle pecorelle smarrite in mezzo ad un branco di lupi, col passare del tempo Pol Espargaro è riuscito a far veder loro uno spiraglio di luce, ma il pilota inglese è rimasto a brancolare nel buio. Le ultime tre gare, però, potrebbero essere un segnale positivo di crescita, dal momento che tre risultati utili consecutivi – e a ridosso della top 10 – non è riuscito ad ottenerli nei 15 gran premi precedenti. Si dice che tre indizi fanno una prova, ma io aspetterei l’anno prossimo per capire se il matrimonio KTM-Smith s’ha da fare.
VOTO: 5

Karel Abraham
A: Più o meno vale quello che ho detto per Bautista. Senza infamia e senza lode.
VOTO: 5

D: Stagione piatta per Karel, che ha rosicchiato qualche punto ad ogni gran premio riuscendo a piazzarsi al 20° posto a fine anno. Nessun impresa o risultato da segnalare se non un settimo posto nella gara bagnata olandese. Non il peggiore del gruppo, ma dopo aver totalizzato 193 punti in 7 stagioni, mi domando perché non provi a cambiare categoria o campionato. La MotoGP non ha bisogno di lui.
VOTO: 4

Esteve Rabat
A: Difficile valutare Tito che non trova competitività in nessun GP. Vedremo se in Ducati ritroverà la velocità di quando diventò campione del mondo in Moto 2.
VOTO: 3

D: Leggero miglioramento in termini di punti rispetto allo scorso anno, ma l’impressione che ha dato è di non essere progredito, mantenendosi allo stesso livello del 2016 (la sua stagione da rookie) con una costanza di piazzamenti intorno alla 12esima posizione. La prossima stagione correrà con Ducati e forse riuscirà a fare lo step in avanti che non gli è riuscito nel 2017.
VOTO: 5

Loris Baz
A: Stagione negativa anche per lui, non trova mai competitività. Ripartirà dalla SBK.
VOTO: 3

D: Il 2017 è stato l’ultimo anno in MotoGP per il francese, che dal prossimo anno tornerà a gareggiare in Superbike. La sua è stata una stagione discreta, con alcuni piazzamenti in top 10, ma anche diversi tonfi che l’hanno relegato alla 18esima piazza finale. Non ha mai brillato da quando è approdato nella classe regina, al contrario che nelle derivate, dove potrebbe fare qualcosa di importante. Gli auguro il meglio!
VOTO: 6

Pol Espargaró
A: Cresce insieme alla Ktm e dopo il giro di boa inizia a migliorare di GP in GP mettendo in luce un buon potenziale.
VOTO: 6

D: Lo spagnolo quest’anno ha fatto la differenza in KTM, aiutandola nello sviluppo che l’ha portata da essere la nuova arrivata con cui fare i bulli ad una costante presenza a ridosso della top 10. Con questi risultati Pol guarda al 2018 fiducioso: un ulteriore passo avanti della moto austriaca significherebbe per lui poter lottare per posizioni ancora più prestigiose, con una moto che sarà soltanto al suo secondo anno nella classe regina.
Voto: 8

Álex Rins
A: A differenza di Iannone ha dalla sua che era uno degli esordienti assoluti, quindi la sua non può sicuramente considerarsi una stagione fallimentare, anzi soprattutto nel finale ha dato mostra delle sue qualità.
VOTO: 6

D: La stagione del rookie spagnolo è stata subito condizionata dall’infortunio a inizio anno, che l’ha tenuto lontano dalle corse per 5 gran premi. Ciò nonostante, Rins si è dato da fare e ha raggiunto subito il livello del compagno di squadra, spesso surclassandolo e terminando il 2017 a soli 11 punti da lui. L’anno prossimo potrebbe puntare ad essere lui la prima guida e viste le premesse con cui era arrivato Iannone in Suzuki, non è cosa da poco.
VOTO: 7

Aleix Espargaró
A: Direi che l’Aprilia ormai è da considerarsi un mezzo più che all’altezza ma Aleix però ha portato a casa troppo poco. Con qualche errore in meno forse un podio poteva starci.
VOTO: 6

D: La brutta notizia per Aprilia è che il 2017 l’ha vista piazzarsi all’ultimo posto della classifica costruttori, addirittura dietro la nuova arrivata KTM. La bella notizia si chiama Aleix Espargaró, che quando è arrivato al traguardo in gara (metà delle volte) ha mancato la top 10 in sole due occasioni. Avesse avuto maggiore costanza di rendimento e staremmo qui a parlare di lui come uno dei migliori dieci piloti della stagione. Soprattutto sul finale è parso molto sicuro di sé, tanto da puntare realisticamente a risultati ancora più ambiziosi, e sono certo che si presenterà al via nel 2018 con la stessa motivazione.
VOTO: 6

Scott Redding
A: Stagione al di sotto delle aspettative per lui. Ok, non aveva la moto ufficiale ma si poteva fare sicuramente qualcosa di più. Nel 2018 ripartirà dall’Aprilia.
VOTO: 4.5

D: Ennesima stagione in ombra per il pilota inglese, forse la peggiore da quando corre in MotoGP. I riflettori si sono puntati su di lui solamente quando ha “rubato” un punto al compagno di marca Dovizioso a Phillip Islands, e questo è tutto dire. L’anno prossimo lo vedremo in sella ad Aprilia, forse una moto che gli sarà più congeniale: con Dcati, purtroppo, non è mai scattata la scintilla.
VOTO: 4

Andrea Iannone
A: Se non fosse per un finale in crescita direi che l’annata è stata un completo disastro, eppure nei test pre stagionali non sembrava messo così male. Non trova mai la quadra se non negli ultimi GP, la Suzuki non è stata certamente all’altezza ma Andrea qualche volta è sembrato più lento di quanto realmente fosse, certamente uno come lui non si può dire motivato dal lottare per pochi punti.
VOTO: 4

D: Lo ammetto: Iannone non mi fa impazzire, non è un pilota che stimo particolarmente ed ero convintissimo che l’affare l’avesse fatto Ducati quest’estate, e non il contrario. Però da lì a vederlo brancolare nel buio per tutta la stagione ce ne passa! Andrea ha fatto i salti mortali per riuscire finire le gare intorno alla decima posizione e per mesi questa situazione è sembrata un tunnel senza via d’uscita. Poi però in Giappone il team Suzuki ha visto la luce e Iannone di riflesso ha piazzato tre ottime prestazioni in quattro gare, dandoci modo di sperare in una stagione ben diversa il prossimo anno. Con l’arrivo di Morbidelli e un Dovizioso scopertosi top rider, Iannone non può permettersi di sfigurare contro i suoi connazionali!
VOTO: 3

Álvaro Bautista
A: Fa il suo, niente di più e niente di meno, non sfigura ma non brilla. Ad inizio stagione sembrava veloce ma poi si è un pò perso.
VOTO: 5.5

D: Allo spagnolo è mancata la costanza nel 2017, soprattutto quella di arrivare al traguardo: ben 7 ritiri che gli hanno precluso l’accesso alla top 10 iridata. Ha fatto ottime gare, con il culmine raggiunto in Argentina, dove ha chiuso al quarto posto. Con la Ducati privata ha fatto comunque una buona stagione, chiudendo quarto tra i piloti della Rossa. L’anno prossimo può putare a fare meglio con più fiducia.
VOTO: 7

Jack Miller
A: Finale in crescendo per una stagione che dal mio punto di vista si può considerare positiva. Forse in Ducati può trovare l’ambiente e la moto giusta per fare quel salto che ci aspettiamo da ormai un paio di stagioni.
VOTO: 6

D: Il pilota Marc Vds, alla sua ultima stagione con la Honda, è stato una costante in top 10. Purtroppo alcuni ritiri e l’infortunio l’hanno relegato alla 11esima posizione finale per soli due punti. Da sottolineare che appena ritornato dal citato infortunio ha piazzato tre ottime gare (7°-8°-7°), segno di grande tenacia e talento. In Ducati, nel 2018, potrebbe fare un ulteriore step in avanti.VOTO: 8

LA TOP TEN

folger

Jonas Folger
A: Sfortunato perché dei guai fisici l’hanno tenuto fuori negli ultimi GP e questo ne ha pregiudicato il risultato finale, rimane comunque un buon inizio. Direi che Tech 3 ha fatto un affare.
VOTO: 6.5

D: Ha perso sonoramente il confronto con il compagno si squadra, che gli è quasi sempre stato davanti e ha dimostrato molta più costanza, ma una stagione da rookie come quella del tedesco non è comunque da considerarsi fallimentare. Decimo con quattro gare perse per infortunio e soprattutto approdato nella classe regina tra lo scietticismo generale (nelle classi minori non aveva mai fatto faville). Speriamo che le sue condizioni di salute gli consentano di tornare a gareggiare presto!
VOTO: 6

crutchlow

Cal Crutchlow
A: Mi aspettavo di più visto quello che aveva fatto vedere la stagione scorsa. Annata così così, senza infamia e senza lode. Sulla Honda, per ora, solo Marquez riesce a fare la differenza (e che differenza!) e il team LCR non ha raccolto sicuramente i risultati sperati.
VOTO: 5

D: Questa per Cal doveva essere la stagione della consacrazione, in cui far esplodere tutto il suo talento per mettere finalmente in discussione il posto di Pedrosa nel team Repsol. Purtroppo invece, dopo l’incoraggiante podio argentino, l’inglese ha collezionato risultati altalenanti e tante cadute, diventate ormai il suo marchio di fabbrica in MotoGP (e la croce di Cecchinello). Ci sarà sicuramente modo di rifarsi nel 2018, ma le premesse per quest’anno sono state completamente disattese.
VOTO: 4

petrucci

Danilo Petrucci
A: Fa una gara da dieci? Quella dopo ne fa una da 3. Potremmo riassumere così la stagione di Danilo che alterna prestazioni strabilianti a disastri completi. Manca di continuità e questo, per ora, gli preclude la via del top rider ma rimane comunque una stagione positiva con degli ottimi risultati, gli è mancata solo la vittoria.
VOTO: 7

D: Al momento questa è stata la miglior stagione di Danilo da quando è in MotoGP, e se consideriamo che ha avuto anche diversi bassi oltre agli ottimi alti (quattro podi) è un ottimo segnale: può fare ancora meglio. E questo è un po’ un rammarico, visto che con qualche ritiro in meno avrebbe potuto insidiare la sesta posizione di Zarco. In ogni caso il 2018 è carico di speranze per lui e secondo me sarà fondamentale per decidere il suo futuro in Ducati.
VOTO: 7

lorenzo

Jorge Lorenzo
A: Riesce a fare peggio di Rossi all’esordio, considerando la differenza di competitività tra la GP11 e la GP17 direi che non può essere pienamente soddisfatto. Un inizio tragico ed un finale in crescita gli danno fiducia per il 2018 ma non credo che potrà lottare per il titolo.
VOTO: 5

D: Le aspettative in Ducati per il cinque volte campione del mondo erano tantissime: c’è chi pensava potesse vincere il mondiale, chi lo dava per ultimo in tutte le gare, chi pronosticava – come me – un paio di vittorie. Nulla di tutto questo. La stagione di Lorenzo è stata tormentata e anonima per metà delle gare,mentre l’atra metà è stata caratterizzata da buone prestazioni e con un bottino finale di 3 podi. Il momento più luminoso è stato sicuramente il secondo posto di Sepang, unica gara in cui avrebbe potuto giocarsi la vittoria a livello di prestazioni, ma per ovvi motivi è finita diversamente.
Se stiamo a guardare il rapporto stipendio/risultati, non si può dire che Ducati abbia fatto un grosso affare con il suo acquisto, ma è anche vero che Lorenzo era abituato a un tipo di moto completamente differente e ci ha messo molto più del previsto ad adattarsi alla Rossa. Ha ancora un anno di contratto e dal primo giorno del 2018 dovrà raccogliere i frutti di tutto quello che ha imparato quest’anno. All’esame Ducati hanno fallito in tanti: riuscirà ad invertire questa tendenza?
VOTO: 6

zarco

Johann Zarco
A: Con Dovizioso la vera sorpresa di questa stagione. Personalità e velocità, il francese non è approdato in MotoGP per fare numero e non ha esitato a dimostrarlo. Miglior Rookie 2017 e miglior team indipendente sono i due premi che si è portato a casa all’esordio, non male. Spesso si è ritrovato in lotta con i top, direi che è un buon segnale… E pensare che era la seconda scelta di tutti i team…
VOTO: 8.5

D: In una sola stagione Zarco è passato dall’essere un rookie dalle ottime speranze a uno dei Big della MotoGP. I numeri parlano per lui: 3 podi (fra i piloti satellite ha fatto meglio solo Petrucci con 4) e addirittura 4 giri veloci (Rossi nessuno, Pedrosa e Dovizioso 2, Marquez 3, Viñales 4, per rendere l’idea). Soprattutto a inizo anno e a fine stagione è parso veramente in palla, e nelle ultime tre gare ha migliorato costantemente il suo rendimento, lottando sempre coi primi. E ha fatto tutto questo in un campionato iper competitivo e con una moto satelite! L’anno prossimo sarà davvero la spina nel fianco per chiunque e con questo ritmo la prima vittoria non sarà questione di se, ma di quando.
VOTO: 9

rossi

Valentino Rossi
A: Una sola vittoria ed un primato nel campionato durato troppo poco, Valentino ad inizio stagione aveva detto che la M1 2017 non è era una moto competitiva ed alla fine ha avuto ragione. Perché non ascoltarlo? Perché alla terza gara era leader del Mondiale ed il suo compagno aveva vinto le prime due gare. Io stesso credevo fosse una moto dal potenziale altissimo, lo diceva anche Valentino ma con l’andare della stagione sono emersi tutti i limiti del progetto.
VOTO: 5.5

D: Dopo le grandi prestazioni del 2015 e 2016, il 2017 sarebbe potuto essere l’anno giusto per lottare e magari portarsi a casa il mondiale. Purtroppo la moto non è stata all’altezza per l’impresa e il duo Yamaha è sprofondato in un baratro oscuro da cui ora sarà difficile uscire. Rossi le ha sicuramente provate tutte: alcune volte gli è andata bene (Assen) altre terribilmente male (Jerez, Barcellona). Il bottino complessivo per lui è amarissimo: una stagione buttata, un quinto posto finale che non si vedeva dai tempi con Ducati e le prospettive per il 2018 con un enorme punto di domanda.
VOTO: 5

pedrosa

Daniel Pedrosa
A: Stagione “anonima”. Si ok ha vinto due gare ma per il resto ha fatto vedere veramente poco, qualche podio ma è stato largamente surclassato dal suo compagno di squadra. Dani sulla Honda non fa la differenza di Marquez.
VOTO: 5

D: A inizio anno speravo che questa potesse essere per lui la stagione della svolta, ma si è rivelata essere una delle più anonime della sua carriera. Deve il suo quarto posto e i suoi 9 podi al tracollo Yamaha, perché altrimenti sarebbe stato distaccato di parecchio dai primi quattro. Soprattutto dal compagno di squadra, la cui differenza di prestazioni si fa sempre più grande ogni anno che passa. E il mercato 2019 si avvicina.
VOTO: 5

vinales

Maverick Viñales
A: Nei test faceva paura, sembrava aver già vinto il mondiale. Ad inizio stagione ha lasciato le briciole agli avversari vincendo i primi due GP, era l’uomo da battere. Dopo il Mugello invece abbiamo assistito ad un inesorabile calo del pacchetto tecnico Yamaha che l ha portato a giocarsi ogni possibilità di rincorsa al titolo. Rimane un talento puro ma con ancora poco fiuto da collaudatore. Nel finale non sembra neanche essere all’altezza del suo compagno di squadra.
VOTO: 5.5

D: Aveva già due stagioni di MotoGP alle spalle, ma questa era la stagione, quella in cui poteva finalmente giocarsi il titolo. E sembrava tutto andare per il verso giusto, con i test dominati e gli avversari sgretolati nelle prime due gare. Poi però qualcosa ha iniziato a rimpersi e Maverick è precipitato in un incubo da cui voleva svegliarsi il prima possibile. Il favorito numero 1 alla vittoria finale ricorderà questa stagione con terrore. Oppure come l’esperienza che gli farà vincere il titolo in futuro. Speriamo la seconda.
VOTO: 4

dovizioso

Andrea Dovizioso
A: Ad inizio stagione nessuno avrebbe pensato che Andrea avesse potuto lottare per il titolo, tanto meno battere Marquez in tutte le occasioni di duello. Ha disputato una stagione strepitosa, sbagliando poco e vincendo 6 gare, le stesse del campione del mondo. Peccato perché nel momento decisivo è arrivata la gara di Phillip Island che gli ha tolto tanti punti e gli ha precluso la possibilità di stare vicino a Marquez fino alla fine. Ha sfiorato il titolo che non avrebbe assolutamente demeritato. Andrea ora si può considerare a tutti gli effetti un top rider e uno dei favoriti al titolo 2018.
VOTO: 9.5

D: La più grande rivelazione del 2017. Il Dovi è diventato “grande” e ha messo paura al dittatore Marquez, che per batterlo ha dovuto tirare fuori il meglio di sé in termini di pazzia e ragioneria. Ha fatto sognare mezza Italia che sperava di rivedere il titolo in mano a un italiano. Ha acquistato fiducia nelle sue capacità come non aveva mai fatto prima d’ora. Ha ribaltato le gerarchie in Ducati. Insomma, ha fatto la stagione migliore della sua vita. O, parafrasando Homer: la migliore stagione della sua vita finora.
VOTO: 9

marquez

Marc Marquez
A: Ad inizio anno sinceramente pensavo che Viñales e Rossi avrebbero potuto metterlo seriamente in difficoltà. Prima del Mugello non dico che lo consideravo fuori dai giochi ma con due zeri sembrava essere in difficoltà. Come non detto! Da metà stagione in poi non ha MAI sbagliato un colpo, ha vinto 6 gare come Dovizioso ma la sua costanza è stata determinante per l’esito finale. Di questo passo sarà difficile fermarlo.
VOTO: 10

D: Semplicemente il pilota più forte da quando si è presentato in MotoGP. A 24 anni è il miglior poleman della storia con 73 pole position e uno dei piloti più titolati con 6 mondiali vinti. Veloce in ogni condizione, freddo calcolatore quando serve e folle abbastanza da tirare fuori prestazioni sensazionali per scacciare gli avversari in classifica. L’unica stagione che non ha vinto, il 2015, è stata quella che l’ha fatto maturare più di tutte, ma anche da questo 2017 ha raccolto ottimi spunti, specie dal Dovi. Il Marquez del 2018 potrebbe quindi essere una macchina da guerra ancora più rodata e servirà il meglio da tutti gli altri piloti per arginare il suo strapotere.
VOTO: 10

Crediti immagini: motogp.com