#AleVSDiego: 9 domande sul motomondiale!

#AleVSDiego: 9 domande sul motomondiale!

Il mondiale si avvicina alla sua conclusione, ma sono ancora diversi i quesiti che ci assillano e che ci terranno incollati allo schermo fino alla bandiera a scacchi di Valencia. Noi di CascoRosso vi diciamo la nostra sui temi più caldi di questa infuocata stagione 2017 del motomondiale!

1. Lorenzo riuscirà a vincere la sua prima gara con la Ducati in questo finale di stagione?

Alessandro: Secondo me no. Ha fatto dei passi in avanti da inizio stagione e sembra aver trovato una buona dose di competitività, ma non è ancora in grado di lottare con i top riders per tutta la lunghezza di gara. Può fare dei podi, per la vittoria rimanderei tutto al 2018.

Diego: Le mie quotazioni nei confronti di Lorenzo hanno subito diversi cambiamenti durante la stagione: a inizio anno lo davo come vincitore di almeno un paio di gran premi, poi ho pensato fosse totalmente lontano per lottare consistentemente per il podio, fino ad arrivare ad ora in cui credo riuscirà a portarsi a casa una gara. Secondo me la più probabile è Valencia, pista in cui è sempre andato forte e anche l’ultima (quindi con più eserienza accumulata nel 2017). Non è da escludersi nemmeno l’imminente Motegi, sfruttando lo stato di forma di cui gode al momento, ma per quella pista ci sono davvero tanti contendenti quindi la vedo più difficile per il maiorchino.

2. Vinales è ancora in lotta per il titolo?

A: Sì. Dei primi tre è il meno favorito e molto dipenderà dal risultato di Motegi, ma non si può dire ancora tagliato fuori dalla lotta al titolo.

D: La matematica ci dice di sì, ma onestamente la vedo durissima per Maverick tornare a pensare concretamente di vincere questo mondiale. Lo spagnolo dovrebbe portarsi a casa almeno due gare e sperare in opache prestazioni da parte di Marquez e Dovizioso. Possibile, certo, ma molto difficile.

3. C’è spazio per un altro pilota vincente in questa stagione?

A: No penso proprio di no, difficile insidiare i top riders soprattutto in un finale di stagione cosi serrato.

D: Considerando che secondo me Lorenzo ha la possibilità di vincere almeno una gara, la mia risposta è sì. Inoltre ci stiamo approcciando al trittico asiatico, noto per le sue condizioni meteo molto variabili. In un contesto del genere potrebbero cogliere una vittoria piloti come Petrucci, Crutchlow o Zarco. Il mio favorito su tutti quest’anno rimane l’italiano.

4. Chi è il favorito in Giappone?

A: Ovviamente Marquez. Però occhio a Valentino Rossi, secondo me potrebbe portarla a casa.

D: Difficile non menzionare Marquez: straripante in questa seconda parte di stagione e con un’ottima storia in MotoGP sulla pista giapponese (una vittoria e due secondi posti, con due mondiali festeggiati proprio qui). Vedo bene anche Dovizioso e non escludo le due Yamaha (con una preferenza per Rossi). In ultimo Lorenzo come precedemente menzionato.

5. Chi ti ha sorpreso in questa stagione fino ad ora?

A: Direi Dovizioso. Non mi aspettavo una stagione da lotta per il titolo. Ho sempre pensato fosse un pilota veloce ma ora da l’idea di essere diventato un top rider.

D: Scontato Zarco, autore di un inizio pazzesco e di una stagione sempre a punti dopo la sfortunata gara inaugurale. Vero che i due mondiali vinti in Moto2 non potevano essere una coincidenza, ma un’annata da rookie così rimane da ricordare.
E ovviamente anche Dovizioso, sbocciato definitivamente e mai così sicuro di se stesso come in questo 2017.

6. Chi invece ti ha deluso?

A: Iannone. Probabilmente la Suzuki è quello che è, una moto ferma a livello di sviluppo, ma Andrea secondo me poteva fare meglio. Ad inizio stagione non sembrava neanche così impiccato ma poi è andato di male in peggio. Da uno col suo talento credo sia lecito aspettarsi di più.

D: La vera sorpresa secondo me, in negativo, è stato Iannone: era facile aspettarsi che non trovasse subito il feeling giusto con la moto, ma da lì a vederlo solamente 16esimo in classifica lontanissimo dai primi tutte le gare ce ne passa. Sicuramente qualche colpa è da attribuire anche a Suzuki, ma Iannone ci ha messo – troppo – del suo.
Leggera delusione anche per Petrucci: memorabili tutti e tre i suoi podi, ma proprio a causa di prestazioni del genere era lecito aspettarsi di più da lui durante tutto il campionato.

7. Cosa pensi dei movimenti di mercato per la prossima stagione?

A: Sono molto curioso. Interessanti gli esordi di Morbidelli e Luthi e lo scambio di casacca Redding-Miller. Da vedere anche Rabat, riuscirà a tornare veloce come ai tempi della Moto 2? L’unico movimento che stona un po’ è l’arrivo di Simon in MotoGP, ma si sa: gli sponsor…

D: Il team che più mi intriga è sicuramente il Marc VDS, che avrà come piloti il campione e vicecampione della Moto2 del 2017. È vero che la moto non è tra le più performanti, ma con una coppia del genere potrebbero raggiungere qualche ottimo risultato, oltre che a lottare costantemente per la top10.
Un altro nome interessante, ma in Moto 3, è quello di Bastianini, che andrà ad accasarsi da Leopard, team con cui Mir sta stravincendo quest’anno e già campione nel 2015 con Kent. Sarà la volta buona per Enea di puntare al titolo?

8. Riuscirà Morbidelli a vincere il titolo prima dell ultima gara?

A: Se non commette errori credo di sì. Credo sia il favorito in tutte le ultime quattro gare.

D: Considerando la sua superortità nei confronti di Luthi non dovrebbe essere un problema arrivare a Valencia con più di 25 punti di distacco (ora sono già 21). Il Morbido quest’anno ha più di una volta avuto degli scivoloni che gli hanno impedito di stare più tranquillo in classifica, quindi non è detto che ci riesca. Il mondiale è quasi assicurato, la vittoria già a Sepang un po’ meno.

9. Come mai gli italiani hanno fatto così tanta fatica in Moto 3?

A: C’è sicuramente stato un fattore tecnico (Honda leggermente meglio di KTM a inizio anno), ma molto è dipeso anche dai piloti stessi. Inesperienza per alcuni (Di Giannantonio e Bulega) e mancanza di costanza (Fenati) e velocità (Bastianini) per altri. Purtroppo fin da inizio anno si è capito che non avrebbero fatto strada, vista l’evidente lentezza nei confronti degli altri piloti.

D: Onestamente non so spiegarmelo. Dopo l’anno scorso era facile aspettarsi addirittura un dominio da parte dei nostri portacolori e invece per l’ennesima volta ci siamo dovuti accontentare di vedere un pilota straniero comandare ed avere un solo italiano a rincorrerlo senza speranze. È vero, la Moto 3 è una categoria difficilissima, con tanti piloti vicini nei tempi, ma i nostri – specialmente Fenati e Bastianini – credevamo fossero pronti per fare il salto di qualità con tutta l’esperienza accumulata.